Dopo i tagli dei finanziamenti statali attuati con la Finanziaria 2006, il settore della musica classica vive una situazione drammatica. L'Orchestra Verdi quasi sicuramente si vedrà ridotta l'elemosina di 350.000 euro del 2005 a 250.000 euro. E in Italia molte organizzazioni di concerti hanno chiuso ed altre si apprestano a farlo. Il tessuto delle associazioni musicali e delle orchestre (poche, peraltro) svolge un ruolo diverso da quello dei 14 enti lirici, un ruolo diffuso e fondamentale: la diffusione della attività concertistica, che ha un «rilevante interesse generale, in quanto intesa a favorire la formazione musicale, culturale e sociale della collettività nazionale». Così recita la legge del 1967 e aggiunge: «Lo Stato interviene con idonee provvidenze», che servono dunque a realizzare un servizio di interesse pubblico. I contributi pubblici alla Verdi non sono per mantenere in piedi la struttura, servono a realizzare 200 concerti all'anno con quasi duecentomila spettatori, fra cui moltissimi bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado. Per numero di spettatori la Verdi è la terza istituzione italiana, dopo Santa Cecilia e la Scala. D'altra parte, è bene ricordare che Mozart, ancora oggi nel mondo, fa più spettatori di Madonna. La musica classica non è «di nicchia»; e comunque, nessuno direbbe che Mantegna è di nicchia. Certo, ci sono problemi di produttività nel settore, in primis negli enti lirici, ma è altrettanto indubbio che nessuno potrebbe accettare di curare l'ammalato, facendolo morire. Ma mentre si taglia da una parte, si danno, in più, sei milioni di euro a due istituzioni di Parma o si spendono 335.000 euro per il concerto di Natale al Senato. Si chiede dunque che ci sia assoluta trasparenza nei criteri di assegnazione dei fondi pubblici dello Stato. L'attività concertistica non è assimilabile all'intrattenimento e realizza ogni giorno una parte rilevante della nostra storia: senza radici, è difficile pensare che la pianta abbia un futuro dì crescita. Proprio perché si è smarrito tale senso, la Verdi ha organizzato, insieme con altre istituzioni, un convegno nazionale aperto a tutti i cittadini, lunedì 20 febbraio dalle 14,30 in Auditorium (corso San Gottardo 42), a cui hanno aderito più di 150 organizzazioni e a cui parteciperanno il ministro Rocco Butiglione. Sandro Bondi, Piero Fassino, Francesco Rutelli, Bruno Tabacci, Claudio Petruccioli ed altri Letters nazionali.
Fondi alla musica: sono pochi e distribuiti male
Il settore della musica classica è in crisi a seguito dei tagli dei finanziamenti statali. L'Orchestra Verdi rischia di ridurre la sua elemosina di 350.000 euro a 250.000 euro. Molti enti lirici e organizzazioni di concerti hanno chiuso o si stanno avvicinando a farlo. La legge del 1967 prevede che lo Stato interviene con provvidenze per realizzare un servizio di interesse pubblico, come la diffusione della musica classica. La Verdi organizza un convegno nazionale per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della musica classica e per richiedere trasparenza nei criteri di assegnazione dei fondi pubblici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo