Va bene il monitoraggio delle aree a rischio nel Palatino: «Strumento utilissimo. E Giorgio Croci è uno studioso di grande livello». Giuste anche le stime della Soprintendenza, quei 130 milioni di euro, in dieci anni, necessari alla salvezza del Colle di Roma: «Cifre corrette». Ma? «Mi pare di capire che siamo sempre al punto nodale. A fronte di urgenti necessità e di previsioni di spesa, di sicuro, per ora, abbiamo quei 4 milioni di euro annui decisi dall'ultima finanziaria. Non per il Palatino, ma per tutte le emergenze archeologiche. Una miserabile vergogna». Parola di Adriano La Regina, ex soprintendente di Stato per i beni archeologici di Roma. «In linea di massima - spiega il professore - sono d'accordo anche con l'idea di una legge nazionale, che in realtà, però, ci sarebbe già. Basterebbe rifinanziare la legge Biasini, con cui lo Stato investì sull'archeologia tramite un piano pluriennale di 20 miliardi di lire l'anno, più un ulteriore stanziamento di 50 miliardi nel 1987. 250 miliardi in tutto. Con quei soldi son state fatte cose straordinarie: acquisizioni, restauri, tutela. Ora c'è da chiedersi se i futuri governi italiani siano disposti a fare altrettanto. La questione è tutta lì». Questione di soldi? «Appunto. Possibile che lo Stato non riesca, o meglio non voglia, trovare 50 milioni di euro ogni anno per cinque anni, pari al costo di un palazzetto nel centro, destinati a salvare i monumenti antichi di Roma? Con una cifra del genere si risolverebbero tutti i problemi. Devo invece constatare che negli ultimi anni, con i finanziamenti, siamo giunti al collasso». Dello stesso avviso l'ex ministro per i Beni Culturali Giovanna Melandri, ds: «Il definanziamento della legge nazionale per l'archeologia, approvata nel 2001, è stato sistematico. Quel provvedimento prevedeva di destinare ai monumenti antichi 17 miliardi di lire il primo anno, poi altri dieci miliardi annui per gli anni successivi. Oggi siamo ai 4 milioni di euro annui. Dunque quelle risorse non solo non sono aumentate, ma addirittura diminuite. Di cosa parliamo allora? Dei risultati di una politica costante di tagli alle risorse, che ci ha fatto ripiombare in una logica emergenziale. Mi chiedo poi quale sia la novità annunciata da Buttiglione. il quale ultimamente ripropone cose note con gesti dal chiaro sapore elettoralistico: fuochi artificiali... Se il Palatino è davvero diventato un malato grave, non saranno certo i pannicelli caldi del ministro a guarirlo. Di sicuro, oggi, ci sono quei 4 milioni di euro annui, che oltretutto non sono destinati solo per il Platino».
La Regina: Ma i milioni sicuri sono solo 4. Vergogna
Il professore Adriano La Regina, ex soprintendente di Stato per i beni archeologici di Roma, esprime preoccupazione per lo stato del Colle di Roma, considerato un malato grave. Secondo lui, il governo non ha sufficienti risorse per salvare il Colle, con solo 4 milioni di euro annui destinati alle emergenze archeologiche. La Regina sostiene che la legge nazionale per l'archeologia, approvata nel 2001, è stata sistematicamente defenanziata, con una riduzione delle risorse da 17 miliardi di lire all'anno a 4 milioni di euro. L'ex ministro per i Beni Culturali Giovanna Melandri concorda con la sua analisi.
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