Consulto per il Palatino. Il ministero svela i dati del primo monitoraggio avviato da novembre per il gran malato dell'archeologia romana sottoposto a check-up dall'equipe dell'ingegnere Giorgio Croci. Scoperte le «ferite» che richiedono interventi urgenti: riguardano le Arcate Severiane, le «sostruzioni» di San Teodoro, la« Domus di Augusto, la Vigna Barberini, la Domus Tiberiana e gli Horti Farnesiani. «Per metterli in sicurezza basta il 10 della spesa invocata di 130 milioni spiega lo strutturista Croci . Insomma bastano 15 milioni». Il ministro Buttiglione offre i quattro stanziati dalla Finanziaria. Ripetibili per 15 anni. Altri fondi dalla Sovrintendenza e da altre provvidenze, compresa la rimodulazione dei milioni del Lotto. Ma non è molto ed è polemica. L'ex sovrintendente La Regina attacca: «Quattro milioni? Vergogna». Intanto riapre S. Maria Antiqua. Palatino, 15 milioni per fermare il degrado Summit al ministero sul colle da salvare, Le lesioni scoperte da Croci Tutti al capezzale del grande infermo dell'archeologia, il Palatino. Un piccolo miracolo che, complice il clima elettorale, ha segnato comunque una svolta per il problema più grave dell'archeologia romana e che ieri ha avuto come cornice la biblioteca del ministero dei Beni culturali, il «salone del ministro». Ecco dunque il ministro Rocco Buttiglione che destina gran parte dei quattro milioni, stanziati nella Finanziaria, per le emergenze del Palatino, dice che saranno ripetibili per i prossimi 15 anni e infine ne dichiara però necessari almeno 130, che andranno trovati dal «prossimo governo» per risolvere il problema. Come inizio non sembra molto. Lo affianca però il sovrintendente archeologico di Roma Angelo Bottini che, non contento di aver avviato il primo vero check-up del colle in pericolo, decide di aggiungere qualcosa di tasca propria scucendo dal proprio risicato bilancio un altro paio di milioni. E poi il capo dipartimento del ministero Francesco Sicilia che, in tono sommesso, forse dà la notizia più succosa della giornata: il recupero di 35 milioni procurati dal Lotto e non utilizzati nel 2005 per le destinazioni preventivate e da cui si potranno attingere ora altri preziosi denari per il Palatino. Infine un'altra somma che viene stavolta dai nuovi stanziamenti per Roma Capitale, 1,5 milioni sempre destinati al colle malato su cui sono comunque già attivati da novembre i 5,5 milioni per il consolidamento della Domus Tiberiana. Insomma, qualcosa finalmente si muove e la nostra Acropoli, dove ogni tanto qualcosa finisce in pezzi - come il muro farnesiano nello scorso novembre - non giace più nel cono d'ombra in cui sembrava relegata da tempo. E dopo tanti allarmi eccoci anche ai primi risultati della ricognizione che l'ingegnere strutturista Giorgio Croci sta portando avanti da novembre con la sua equipe, la prima perlustrazione «scientifica» dei tantissimi guai del Colle e dei rimedi da apportare che si concluderà in estate. E Croci, che qualifica il Palatino come un «malato grave», conferma quanto in parte già era già parzialmente noto indicando le zone più sofferenti che includono, oltre alla Domus tiberiana - oggetto già da novembre di un corposo cantiere che sta eseguendo gli scavi e le indagini preliminari propedeutiche al progetto esecutivo - le grandi Arcate Severiane sul fianco sud-est, la Domus di Augusto in cui è già attivo un piccolo cantiere, le «sostruzioni» sul fianco di via di San Teodoro e del Velabro che, con i loro rigonfiamenti e le fratture, minacciano di venir giù insieme a parte degli Horti Famesiani che le sovrastano; e, ancora, la Vigna Barberini che sul fronte di via di San Gregorio rappresenta forse la parte meno scandagliata e irta di sorprese. «Lavoriamo per portare verso zero il rischio crolli - spiega Croci - anche se il rischio zero non può esistere. Gli obiettivi sono un archivio globale del patrimonio, un lavoro di cataloga-zione dei monumenti a cui collabora anche il professor Andrea Carandini, e la messa in evidenza delle situiazioni a rischio. In più metteremo a punto un piano di manutenzione programmata». Gli interventi si dividono tra misure complessive di restauro-consolidamento e interventi urgenti per ridurre i rischi. Ed ecco l'ultima sorpresa del summit: «Stimiamo che per una messa in sicurezza minima del Colle occorre spendere il 10 della spesa preventivabile», dice Croci. Insomma, 15 milioni per arginare il degrado e lo sfascio. Il lavoro è appena iniziato, la strada per salvare il Palatino è ancora lunga.
Per il Palatino soldi e polemiche
Il ministero dei Beni culturali ha annunciato che ha avviato un monitoraggio per il Palatino, l'archeologia romana in pericolo. L'ingegnere strutturista Giorgio Croci ha scoperto ferite che richiedono interventi urgenti, come le Arcate Severiane, la Domus di Augusto, la Vigna Barberini e gli Horti Farnesiani. Il ministro Rocco Buttiglione ha offerto 15 milioni di euro per mettere in sicurezza il colle, ripetibili per 15 anni. Il sovrintendente archeologico di Roma Angelo Bottini ha aggiunto altri 2 milioni di euro, mentre il capo dipartimento del ministero Francesco Sicilia ha annunciato il recupero di 35 milioni di euro dal Lotto.
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