Il sottosegretario per i Beni culturali Nicola Bono (An) ha seguito a distanza, da Roma, i lavori del cda della Fondazione: il delegato del ministero. Salvo Nastasi. lo ha tenuto costantemente informato. Alla fine, l'ultimatum: «Tra dieci giorni nessuno più avrà alibi e si dovrà procedere all'avvio dell'ultima fase dell'appalto ed alla corretta esecuzione dei lavori». E non è tutto: «Il ministero - avverte il sottosegrertario - non approverà alcun decreto di erogazione di fondi per il Petruzzelli finché sul tavolo non ci saranno anche i finanziamenti degli enti locali e della Regione Puglia: questa è l'intesa raggiunta col sindaco e presidente della Fondazione e questa intesa sarà rispettata». L'orientamento ministeriale è rimasto sostanzialmente lo stesso: niente fondi per opere che verranno ma non sono immediatamente realizzabili. Questo è stato il motivo per il quale sono stati già revocati i 4,3 milioni di euro derivanti dai fondi del Lotto, e questa resta la filosofia del ministero. Per questo il sottosegretario Bono tuona: «Se i soldi del ministero sono spendibili subito, noi li restituiamo; altrimenti li utilizziamo diversamente per altri interventi. A Bari si assumano tutte le responsabilità». Secondo Bono, anche nella riunione di ieri è emerso che le eccezioni sollevate al progetto esecutivo della ricostruzione erano «prive di contenuti». «Quelle pochissime cose rilevate in relazione alla buca e-all'acustica le avremmo comunque fatte in corso d'opera, senza perdere un anno e mezzo. A-desso ci dicono che c'è bisogno ancora di una decina di giorni per recuperare questi aspetti nel progetto: altri dieci giorni che si accumulano a quelli già persi. Ma poi, basta».