Un tetto alle spese di produzione del Teatro del Maggio. Vietati gli sprechi. Il commissario Salvatore Nastasi detta le condizioni: 7 milioni di euro l'anno per il prossimo triennio e tabella dei cachet. A ciò si dovrà attenere il neo sovrintendente Francesco Giambrone che anche lui ha una ricetta, apprezzata dalle forze politiche e dai sindacati. Puntare tutto sul Festival, coproduzioni, noleggi e utilizzo di vecchi allestimenti nel corso della stagione invernale. I conti dovranno tornare, altrimenti si rischia grosso. Il 2006 si è chiuso con un bilancio in attivo, mentre per il 2007 il deficit dovrebbe arrivare a 4 milioni di euro, destinato però a ridursi con gii esodi incentivati (70 persone in due, tre anni). Entro fl 24 febbraio le nuove designazioni per il Cda. Il Comunale è pronto a ripartire. Ma resta aperta la trattativa sindacale e i dubbi, ancoranon chiariti ai lavoratori, su operazioni come la vendita dell'ex Longinotti. Nei prossimi tre anni il Teatro del Maggio per la produzione non potrà spendere più di 7 milioni di euro l'anno (nel recente passato le cifre variavano tra gli 8 e i 10 milioni). È questa la condizione imposta, su delibera del Cda da lui stesso rappresentato, dal commissario straordinario Salvatore Nastasi al neo sovrintendente Francesco Giambrone. Sarà poi applicata, secondo legge nazionale, una tabella dei cachet. Oltre un certo tetto non si può andare (il compenso dei direttori d'orchestra non dovrà superare i 25mila euro). Ciò è destinato a modificare il rapporto del teatro con gli agenti degli artisti. TRATTATIVA CON I SINDACATI Continua la trattativa del commissario con i sindacati. Nell'incontro di ieri, al quale ha partecipato Giambrone, sono stati affontati vari punti, dalla disponibilità economica al bilancio del 2005, il cui deficit è di 6,5 milioni di euro e del 2006. Tra qualche giorno i sindacati potranno leggere nei dettagli - come richiesto - il pre-consuntivo del 2005. La prossima settimana continueranno la discussione relativa agli esodi e affronteranno nei particolari la riduzione della parte variabile degli stipendi (1,5 milioni). Ancora niente è stato messo su carta. I sindacati, in particolare i rappresentanti della Fials, chiedono una maggiore trasparenza sul compromesso e l'operazione di vendita dell'ex Longinotti, avvenuti senza un'evidenza pubblica. Necessario sarà poi far «pulizia» all'interno del Comunale: «Chi ha gestito i soldi in questi anni è bene che se ne vada», afferma Massimo Vagaggini (Cgil). E ancora: «qualsiasi operazione di risanamento economico non potrà prescindere dalla qualità», puntualizza Claudio Fantoni (Uil). Sempre ieri i lavoratori hanno occupato simbolicamente la sovrintendenza, in attesa della grande manifestazione nazionale del 20 febbraio a Torino contro i tagli al Fus che mettono in ginocchio i teatri italiani. A tal proposito l'onorevole Riccardo Migliori, coordinatore regionale di Alleanza Nazionale dichiara di «essere vicino agli operatori del Comunale e di impegnarsi «perché fin dagli esordi della futura legislatura si attui con tutti i mezzi possibili il rimpinguamento di questo Fondo, necessario per tanti posti di lavoro». Anche Migliori sulla vendila della Longinotti, ci «vuole vedere chiaro. Allo stato dei fatti si parla di un bilancio dì pareggio, ma l'alienazione non si è ancora perfezionata, perché non sono state pagate alcune tranche della promessa di vendita. La trattativa privata è stata tradita da una ulteriore trattativa». BILANCIO 2006 IN ATTIVO Durante l'audizione in commissione cultura a Palazzo Vecchio, Nastasi ha ripercorso nei dettagli la sua esperienza al Comunale, un lavoro positivo, tanto che il Maggio attualmente è l'unico ente lirico italiano ad avere per il 2006 un bilancio in attivo, grazie ai tagli alla programmazione e alla vendita della Longinotti, anche se «non risanato per sempre». Senza interventi specifici il deficit sarebbe stato di 13 milioni di euro. Per il 2007 si prospetta uno sbilancio di 4 milioni, destinati però a ridursi man mano con gli esodi (fino a 70 persone in due, tre anni). Fondamentale l'apporto degli enti territoriali, del Comune (800mila euro dal mutuo della vendita della Longinotti nelle casse del Teatro); della Regione (incrementa i suoi contributi di 750mila euro) e della Proto con 700mila euro. Nastasi ha poi sottolineato il considerevole contributo della Cassa di Risparmio di Firenze che lo scorso anno aveva interrotto i rapporti economici, perché non si sentiva tutelata dalla gestione e dal bilancio: ora il contributo è complessivamente di 5milioni e 200mila euro. 700mila per chiudere i conti del 2005; dall'Ente Cassa 4,5 milioni di euro per il 2006, soldi che dovranno essere utilizzati in un certo modo. Una parte (1 milione e 300mila euro per finanziare il Falstaff, unica opera del prossimo festival diretta da Luca Ronconi), i restanti 3milioni e 250mila euro per il piano di ristrutturazione aziendale (organizzazione intema, esodi incentivati) che comprende anche l'esternalizzazione di biglietteria, vigilanza e portierato (in tutto 15 dipendenti). Entro il 9 marzo, giorno della scadenza del suo mandato, si dovrebbe arrivare alla definizione dell'accordo sindacale. IL NUOVO CDA Conto alla rovescia anche per il nuovo Consiglio di Amministrazione: le designazioni dovranno pervenire entro il 24 febbraio. I politici sono già al lavoro, ma, avverte Paolo Amato, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Vecchio, «dovrà essere composto da persone di qualità, in grado di saper leggere i bilanci. Non dovrà essere formato da persone provenienti da enti disastrati. Noto infatti strani movimenti da parte dei consiglieri di amministrazione della morente Firenze Mostre che vorrebbero entrare nel Cda. Hanno già dato pessima prova del loro operato e, visto il bilancio in profondo rosso, abbiamo il pudore di non candidarsi». PUNTARE SUL FESTIVAL Nel suo primo incontro ufficiale con le forze politiche fiorentine Francesco Giambrone ha affermato di «ragionare.nei termini di definizione di un progetto specifico per il teatro». Necessario è il consolidamento del lavoro di risanamento dei conti «fatto egregiamente da Nastasi». «Il recupero - ha detto Giambrone - ha avuto un prezzo alto per i lavoratori e il pubblico». Così, se il 2006 è l'anno della ferita, nel 2007 si dovranno raccogliere i frutti. Il progetto culturale di Giambrone punta sulla centralità del Festival. «Le grandi scommesse e le curiosità devono essere concentrate sul Maggio, così come la maggior parte delle risorse disponibili e il mio augurio è che nel 2007 non si ripeta questo taglio al Fus». Per il resto dell'anno Giambrone punta al recupero di vecchi allestimenti, al noleggio e alle coproduzioni. Ma «il valore aggiunto che il Maggio potrà avere nel prossimo futuro» sarà il nuovo Polo Musicale. «Credo moltissimo in questo progetto - ha continuato Giambrone -, può cambiare profondamente il teatro e questa città. Il Comunale non è adeguato come immobile alle esigenze di un grande teatro». POLITICI SODDISFATTI L'audizione di Giambrone e di Nastasi a Palazzo Vecchio è stata apprezzata dai politici di centro-sinistra e di centro-destra. Secondo Darìo Nardella (Ds), «l'incontro conferma la fiducia e il giudizio positivo che abbiamo riposto sia nell'attività del commissario sia nella scelta di Giambrone. Il consolidamento della situazione di bilancio, il nuovo Polo Musicale, il rilancio a livello intemazionale del Festival, sono le priorità che la commissione ha condiviso con il nuovo vertice della Fondazione. Il Comune è sempre stato al fianco del teatro e lo sarà anche in questa nuova fase. Ora è bene che si arrivi ad un Cda di qualità rispetto al passato». Paolo Amato (Fi) tesse elogi a Nastasi che «in pochi mesi ha fatto un lavoro straordinario» e giudica «positivo» il programma di Giambrone, «in particolare l'esigenza di dividere il festival dal resto, in modo da attirare risorse straordinarie». Infine, ripercorrendo questi mesi di crisi, sottoliena: «Tutto ci ha dato ragione, dal deficit alla necessità di mettere ordine nei conti, alla responsabilità della direzione artistica che ha contributo al dissesto del teatro. Adesso siamo soddisfatti».
Giornale della Toscana
17 Febbraio 2006
Maggio, vietati gli sprechi. Sette milioni l'anno per la produzione
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