Lavori pubblici a rischio paralisi. Il nuovo codice degli appalti che ridisegna completamente la vecchia legge Merloni proprio non piace alle imprese artigiane delle costruzioni che ieri, a Roma, hanno denunciate che l'eventuale entrata in vigore del provvedimento getterà il settore in un caos senza via d'uscita. Il parlamento, infatti; potrebbe dare il placet al codice a metà del prossimo mese di marzo e le aziende, da allora, avrebbero solo 15 giorni (rispetto ai 90 inizialmente previsti) per recepire in toto il blocco dei suoi 257 articoli. Una mission impossible, affermano Cna Costruzioni, Anepa Confartigianato e Aniem Confapi, riunite ieri alla tavola rotonda «Codice appalti; norme, mercato, imprese», con i responsabili lavori pubblici di Forza Italia, Maurizio Lupi, e Ds, Fabrizio Vigni. Missione impossibile soprattutto nell'immediato, quando una sovrapposizione schizofrenica tra vecchie e nuove regole potrebbe davvero fare sprofondare le industrie nelle sabbie mobili. A conforto degli artigiani l'oggettiva difficoltà che il codice possa superare le barricate dell'opposizione. La normativa, già bocciata dalla Conferenza stato-regioni, può contare soltanto su un paio di giorni di lavori parlamentari per avere il via libera conclusivo. Nell'attesa, Confapi, Cna e Confartigianato impallinano il governo. «Partendo dalla necessità di recepire le direttive comunitarie n. 200417 e n. 200418 in materia di appalti pubblici, in realtà l'esecutivo è andato ben oltre la delega del parlamento, riscrivendo interamente la legge Merloni», hanno affermato Giovanni Tonioni, presidente nazionale Cna Costruzioni, Fabrizio Marchi, presidente nazionale Aniem Confapi, e Salvatore De Vita, di Anepa Confartigianato. «La mancata concertazione rischia di rendere inefficace e di difficile applicazione una riforma che non può prescindere da una preventiva verifica con imprese, stazioni appaltanti e mondo del lavoro». Le associazioni sollevano però anche forti critiche dì merito. Forte perplessità, in particolare, è espressa riguardo ad alcuni istituti introdotti dal nuovo codice, che, a giudizio degli artigiani, potrebbero dequalificare in modo grave il settore. Particolarmente indigesto, per esempio, è l'avvalimento; ovvero, la possibilità che il nuovo regolamento concede a un'azienda di poter utilizzare indistintamente ì requisiti altrui per poter partecipare ai lavori pubblici. «Finché si tratta di requisiti finanziari e di macchinari va bene», replicano le associazioni, «ma quando parliamo di manodopera davvero si potrebbe distruggere un patrimonio da sempre distintivo delle nostre industrie». Gli artigiani si aggrappano così alla speranza che, alla fine, il codice salti. «I tempi sono assolutamente stretti», ha sostenuto Fabrizio Vigni, capogruppo Ds in commissione ambiente e lavori pubhlici alla camera. «Ormai rimane soltanto un'altra seduta, mercoledì prossimo. Mi chiedo come si farà a esaminare un provvedimento composto da 257 articoli. Inoltre, le regioni sulla delega hanno espresso parere negativo, e questo non è un dettaglio. In ogni caso non sarà possibile su questo tema specifico avere a che fare con 20 provvedimenti diversi, uno per ogni area del paese. Unica via d'uscita sensata è quella di recepire soltanto la direttiva Ue, in un documento compilativo». Cerca di salvare il salvabile, invece, Maurizio Lupi, capogruppo di Forza Italia in commissione. «Siamo di fronte a un'opportunità che non deve essere sprecata», replica l'esponente azzurro. «Il fatto che l'Ue disciplini un appiattimento di tutte le forme di appalto non è cosa semplice. Sarà complesso inserirlo in maniera seria in una legge delega, però non possiamo lasciar perdere perché per anni abbiamo registrato una certa discrasia tra realtà e leggi dello stato».
Codice appalti, corsa contro il tempo
Il nuovo codice degli appalti, che sostituisce la vecchia legge Merloni, è stato criticato dalle imprese artigiane delle costruzioni per il rischio di paralisi del settore. Il codice, che potrebbe entrare in vigore a metà marzo, ha 257 articoli e richiede che le aziende lo recepiano in 15 giorni, contro i 90 inizialmente previsti. Le associazioni Cna Costruzioni, Anepa Confartigianato e Aniem Confapi hanno denunciato che il codice è troppo complesso e che la mancata concertazione con le imprese e il mondo del lavoro potrebbe renderlo inefficace.
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