Il soprintendente archeologico del Foro romano e Palatino Angelo Bottini lancia l'allarme: il colle più famoso di Roma ha bisogno di cure urgenti. Interventi immediati perquindici milioni di euro ma sul medio, lungo termine, una spesa di 130 milioni di euro: 260 miliardi delle vecchie lire. E' una bella somma ma è anche vero che il Palatino, unito al Colosseo dallo stesso itinerario turistico, rende circa venticinque milioni di euro all'anno. Quasi certamente questa cifra sarà al lordo di una quantità di spese considerevoli, soprattutto per il personale, la pulizia, la manutenzione etc. ma è tuttavia una cifra di tutto rispetto. La storia e la sorte ci hanno lasciato in eredità un patrimonio artistico e archeologico senza pari nel mondo intero, patrimonio che da un lato costituisce l'attrattiva più importante alla base della nostra principale industria, il turismo; dall'altra, sotto il profilo etico e civile, è di fatto una delle principali componenti della nostra identità nazionale e culturale. Il Palatino è il cuore del cuore d'Italia, l'ombelico dell'Urbe, il colle dalle cui pendici, ventotto secoli fa sarebbe scesa la lupa per allattare i due cuccioli d'uomo abbandonati dalla corrente in fondo all'ansa del Tevere, oggi una delle piazze più belle del mondo, quella su cui si affacciano Santa Maria in Cosmedin, il tempio di Ercole e l'arco di Giano. Il Palatino è il luogo del mito delle origini di Roma. Di là i gemelli trassero l'auspicio per decidere chi avebbe fondato la nuova città, là fu tracciato il solco quadrato e là si consumò il fratricidio di Romolo che uccise il fratello che aveva osato violarlo. Ancora in età imperiale vi si mostrava il tugurium Romuli, la capanna di Romolo, che veniva continuamente restaurata come una preziosa reliquia. Lassù c'è la casa di Augusto con la sua camera da letto decorata da inquietanti maschere teatrali, quasi a ricordare che il potere deve sempre camuffarsi e sembrare ciò che in realtà non è. Da quella piccola residenza l'erede di Cesare resse le sorti del mondo conosciuto abitando fino alla fine una semplice dimora privata. In seguito su quel colle sorse il più grande palazzo del mondo, la sede di rappresentanza degli imperatori ormai non più tenuti a fìngersi repubblicani: un complesso di sale, cortili, palestre, maneggi, caserme, cucine, giardini e fontane da far impallidire qualunque altra dimora. Marmi e mosaici, bronzi e statue. Quasi tutto il tempo e gli uomini hanno rovinato, depredato e spogliato: Eppure quelle maestose rovine, quei ruderi giganteschi hanno un fascino e un'attrattiva straordinari, affacciati su uno dei paesaggi urbani più belli del mondo: il Tevere da una parte, il Foro dall'altra, il Colosseo alle spalle. Ma a dispetto delle dimensioni imponenti sono strutture fragilissime. Non esistono più le coperture, i tetti e i portici, e spesso non ci sono nemmeno le connessure fra muro e muro. Solo mattoni nudi e malte millenarie, esposti alle precipitazioni, alle variazioni di temperatura, alle scosse sismiche, alle infiltrazioni che lentamente corrodono e sgretolano. Per questo la manutenzione è tanto impegnativa e costosa. A Pompei, per esempio, i puristi non vogliono sentir parlare di integrazioni filologicamente discutibili, ma al lato pratico, le case a cui si sono rifatte le coperture si sono conservate, quelle che ne sono prive sono esposte ad un continuo degrado. Per quanto concerne il Palatino il problema si è posto solo per sezioni minime come la casa di Augusto o quella di Livia o come l'area dei fondi di capanna risalenti all'ottavo secolo protetti da una tettoia di copertura. La gran parte del complesso monumentale deve essere mantenuta così come i secoli ce l'hanno consegnata dopo secoli di spoliazioni. Ma ne vale la pena. Se 130 milioni di euro sembrano molti, pensiamo agli enormi sprechi cui assistiamo quasi ogni giorno: ospedali, carceri, ponti, strade, scuole e opifici iniziati e mai finiti, abbandonati a un lento deterioramento. Basterebbero le briciole di quelle dissennate dilapidazioni per trasmettere ai nostri discendenti le memorie più antiche ed imponenti del nostro passato.
Su quelle pendici, 28 secoli fa, Romolo costruì la sua capanna
Il soprintendente archeologico Angelo Bottini allarma per la necessità di cure urgenti per il colle del Palatino a Roma. Il complesso monumentale richiede interventi immediati per 15 milioni di euro, mentre a medio e lungo termine, la spesa prevista è di 130 milioni di euro. Il Palatino, unito al Colosseo, genera circa 25 milioni di euro all'anno grazie al turismo, ma le spese per il personale, la pulizia e la manutenzione sono considerevoli. La storia e la cultura del Palatino sono un patrimonio nazionale e culturale di grande valore, e la sua manutenzione è essenziale per preservare il passato. Il complesso monumentale è fragile e richiede cure costose per mantenere le sue strutture.
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