LUCCA Angelo Tartufari, lo storico dell'Arte direttore del ministero dei Beni e delle attività culturali incaricato dalla procura della Repubblica di Lucca di redigere una perizia sulle opere sequestrate a monsignor Giuseppe Ghilarducci, 70 anni, di Capannori, e di presunta provenienza furtiva, ha consegnato la propria relazione alla magistratura inquirente. Ebbene, stando a quanto emerso dalle approfondite ricerche effettuale dallo specialista, tutti gli oggetti finiti nel mirino dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio artistico di Firenze sono di sicura provenienza illecita e quindi, non avrebbero dovuto trovarsi dove, invece, sono stati trovati. Tartuferi aveva ricevuto l'incarico il 15 novembre 2005. La sua è una relazione estremamente precisa, analitica, nella quale l'esperto riconosce «con assoluta certezza» l'«identità» delle opere esaminate e la loro esatta provenienza. Monsignor Giuseppe Ghilarducci direttore del museo del Duomo. dell'Archivio e della biblioteca arcivescovile, parroco di Vetriano, Colognora e Celle Puccini, per anni responsabile dell'ufficio diocesano per l'arte sacra e i beni culturali, delegato ai rapporti con la Soprintendenza era stato arrestato il 13 settembre 2005, giorno della Luminara. La delicatissima inchiesta (nata a seguito di alcuni esposti) è stata portata avanti per due anni dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi. I carabinieri perquisirono a più riprese la casa di Ghilarducci e le parrocchie di pertinenza del monsignore rinvenendo centinaia di pezzi di provenienza ecclesiastica: candelabri, calici, inginocchiatoi, paramenti sacri. una collezione di tovaglie d'altare, stoffe, pizzi e ricami pregiati e altro ancora. Un tesoro degno di un grande collezionista. L'attenzione della Procura si era soffermala soprattutto su alcuni pezzi, risultati di provenienza furtiva secondo quanto accertato dai carabinieri del nucleo «Tpa» fiorentino. Si tratta di due calici del Seicento rubati a Roma e Terni, di un piccolo altare in marmo rubato a Napoli, di un preziosissimo dipinto su tela di Giovanni Marracci. la «Vergine del Soccorso» risalente al 1678, sparito dalla chiesa di Gello di Pescaglia negli anni Settanta, di due vasi da farmacia del XVII secolo trafugali dal museo storico dell'arie sanitaria di Roma. Secondo gli investigatori, monsignor Ghilarducci si comportava sostanzialmente come un «mercante d'arte» che compra e vende numerosi oggetti. Ebbene, la perizia disposta dall'accusa e affidata ad Angelo Tartufari ha confermato la provenienza illecita dei beni esaminati. Il 22 febbraio, davanti al Gip Letizia Di Grazia, si terrà l'udienza per il deposito della C. T. U.. ossia la consulenza tecnica d'ufficio redatta dal dottor Tarluferi. L'udienza si svolgerà con la presenza dell'imputato, assistitilo dall'avvocato Gilberto Gallai e dall'avvocato Fabrizio Lemme e del pubblico ministero, dottoressa Lucia Rugani.
Lucca. Opere d'arte ai raggi X
Angelo Tartufari, uno storico dell'arte, ha consegnato una relazione alla procura della Repubblica di Lucca su un caso di opere sequestrate a monsignor Giuseppe Ghilarducci, un uomo di 70 anni di Capannori. La relazione conferma che tutti gli oggetti sequestrati hanno provenienza illecita e non dovrebbero essere stati trovati in un luogo diverso da quello in cui sono stati sequestrati. La perizia è stata effettuata su centinaia di pezzi di provenienza ecclesiastica, tra cui calici, candelabri e paramenti sacri. I carabinieri hanno trovato questi oggetti nella casa di Ghilarducci e nelle parrocchie di pertinenza del monsignore.
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