Un vero e proprio museo archeologico in casa, anzi nella propria azienda agrumicola. La quantomai illegale "collezione privata" è stata scoperta, ieri, dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Catania, guidato dal Colonnello Agatino Sarra Fiore. L'operazione è scattata nell'ambito di alcuni servizi mirati proprio alla repressione di traffico illecito di beni archeologici e, quindi, volta alla salvaguardia dei beni del patrimonio artistico-storico; l'input è giunto al termine di una complessa e articolata indagine eseguita - come già detto - dai militari del nucleo di polizia tributaria. E così ad intervenire sono state le Fiamme Gialle che hanno fatto irruzione nell'azienda in questione, alla periferia di Paternò, recuperando il materiale archeologico e denunciandone i proprietari. I beni, peraltro di notevole rilevanza, sono stati sequestrati ai privati che lo detenevano illegalmente. Si tratta, nonostante il numero non esiguo di pezzi, di una piccola "collezione" composta da ben 64 reperti archeologici di età greco-romana. Quella dei commercianti non era che una sorta di "museo" personale; i pezzi, infatti, erano custoditi all'interno di una bacheca in vetro che, a sua volta, si trovava in uno degli uffici dell'impresa commerciale di agrumi appartenente ad una nota famiglia di Paternò. Tra i reperti recuperati in questa sorta di museo: vasellame vario, anfore e statuette, risalenti - tutte - al IV e III secolo a.C. L'attività di indagine ha visto scattare, dopo la perquisizione nella ditta, la denuncia a piede libero di ben cinque persone per violazione alla normativa che disciplina e tutela i beni del patrimonio artistico-storico ed archeologico nazionale. Difficile al momento tentare di capire o di accertare nell'immediato dove siano stati trafugati i pezzi antichi; di certo c'è che potrebbero essere stati portati via da alcuni siti archeologici dell'hinterland siciliano. Il rinvenimento dei reperti archeologi, volto alla repressione del relativo traffico, fa ben pensare come non sia scomparso del tutto nel panorama illecito il mercato di questo importante materiale in una terra assai ricca come la Sicilia.