FIRENZE. Antonio Paolucci, il ministro dei Beni culturali della Toscana, a ottobre se ne andrà in pensione lasciando una, anzi tre, delle poltrone più importanti della nostra regione. L'ex ministro, portato al governo per 16 mesi nel 1995 da Lamberto Dini, negli ultimi anni aveva concentrato nelle sue mani un potere rilevantissimo. Da cinque anni aveva infatti sommato la carica di direttore regionale del patrimonio e dei Beni culturali della Toscana, una sorta di super Sovrintendenza regionale, la direzione del polo museale fiorentino e anche le funzioni, ad interini, di direttore della Galleria degli Uffizi. Ad ottobre Paolucci raggiungerà i 67 anni di età ed avrà esaurito anche la proroga biennale che gli è stata concessa due anni fa. L'ex ministro, a dire il vero, già da tempo ha presentato domanda per ottenere un'ulteriore proroga e restare al timone dei gioielli fiorentini, ma è lui stesso a rendersi conto che la grande benevolenza dimostrata dal ministero dei Beni culturali si è esaurita. «La domanda per restare l'ho fatta - ha dichiarato in un' intervista all'Unità - e potrebbero ancora accettare la mia richiesta, ma sinceramente la vedo male, vista l'aria che tira». In effetti, i precedenti infausti non mancano, visto che perfino l'apprezzatissimo e meno presenzialista ex soprintendente di Roma Adriano La Regina è stato scaricato senza troppi complimenti dal ministro. Un anno fa, la stessa sorte è toccata ad Anna Maria Petrioli Tofani, direttrice della Galleria degli Uffizi. La sua richiesta di proroga è rimasta per mesi sepolta nei cassetti del ministro Urbani che, solo a poche settimane dalla scadenza dell'incarico, le ha inviato tre gelide righe per comunicarle la mancanza dei fondi necessari ad accordarle la proroga. All'epoca, molti attribuirono ai «buoni uffici» di Paolucci il congedo della Petrioli Tofani, che nel frattempo è stata chiamata a Washington. Adesso, è l'ex ministro ad ammettere che la sua ora sta per scoccare e si consola affermando che, comunque sia, non gli mancheranno le occasioni di impegno. In questi anni Paolucci ha vestito i panni dello stratega del settore e interlocutore per conto del ministero della Regione, ha assunto il ruolo di plenipotenziario di quello straordinario concentrato di opere d'arte raccolto nel Polo museale che comprende Uffizi e Accademia, Pitti, Boboli, Bargello e altri tesori, e si è anche autonominato direttore pro tempore della Galleria degli Uffizi. In questi decenni, Paolucci però non è stato solo e semplicemente un superburocrate dell'arte, ma un personaggio che è stato costantemente al centro dell'attenzione, sempre sul palcoscenico, ben visibile, ma anche attento a sfilarsi dai conflitti più duri che hanno opposto il governo dell'arte a quello della politica. E di occasioni di scontro ce ne sono state, dalla collocazione del pulpito dello scultore Giuliano Vangi nel Duomo di Pisa, allo spostamento del sarcofago di Ilaria del Carretto a Lucca, dalla realizzazione dei nuovi Uffizi, alla querelle sulla costruzione della futurisica stazione dell'Alta velocità a Firenze. Solo una volta, Antonio Paolucci non è riuscito ad evitare di entrare in collisione diretta con la politica: motivo dello scontro, la gestione del David di Michelangelo da cui il Comune di Firenze, proprietario del capolavoro, si sente escluso. La gestione della ripulitura del capolavoro michelangiolesco, ma anche alcune frasi di troppo sul degrado di Firenze, avevano portato il sindaco Domenici a portare Paolucci ad esempio della «politicizzazione dei funzionari dello Stato». Una macchia nella fedina politica dell'ex ministro, sempre abile a galleggiare tra Ulivo e Casa delle Libertà. Già, la politica, seconda grande passione di Paolucci che, alle soglie della pensione, non chiude le porte ad una nuova esperienza.
Paolucci va in pensione, anzi no. Vuole la proroga-bis
Antonio Paolucci, il ministro dei Beni culturali della Toscana, si ritirerà a ottobre all'età di 67 anni. Ha ricoperto la carica per 16 mesi nel 1995 e ha concentrato le sue attenzioni sul patrimonio e sui Beni culturali della regione. Ha anche ricoperto la carica di direttore regionale del patrimonio e dei Beni culturali della Toscana, direttore del polo museale fiorentino e direttore della Galleria degli Uffizi. Paolucci ha presentato domanda per una proroga della sua carica, ma ritiene che la grande benevolenza del ministero dei Beni culturali si sia esaurita.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo