Il colonnello Pastore illustra l'operazione contro i tombaroli: 22 denunciati, recuperati 230 pezzi di inestimabile valore I tesori rubati negli scavi clandestini sparsi per la Puglia finiscono in ricche ville private in tutta Europa e in mostra nei musei americani, da Los Angeles a New York. «Fermiamo i predatori» dice il colonnello Giovanni Pastore, comandante dei nuclei tutela patrimonio artistico. Anfore, statuette di epoca romana, monete coniate nell'antica «Neapolis»: sono alcuni dei 230 reperti intercettati e sequestrati dai carabinieri del Nucleo per i beni e le attività culturali di Bari nel corso di una serie di perquisizioni e controlli svolti tra il Nord Barese e la Capitanata in abitazioni di professionisti o collezionisti. «Molti reperti, i più pregiati, erano pronti per partire per l'estero, direzione Usa» dicono gli investigatori esperti d'arte. Ventidue persone sono state denunciate, sette per ricettazione e detenzione abusiva di reperti. Sono invece quindici i«tombaroli». I carabinieri ora, però, vogliono fermare il traffico internazionale, individuando le vie d'uscita dalla Puglia, grazie anche a un accordo con gli Stati Uniti. Intanto una squadra di geofisici e archeologi delle Università pugliesi cercano di individuare e isolare i nuovi siti, per anticipare sul tempo i ladri d'arte. UNA statuetta antropomorfa della Madre Terra risalente al VII secolo avanti Cristo, una ampolla da una del IV secolo, un Giove sdraiato, dello stesso periodo, una testa femminile in marmo del I secolo e, ancora, anfore, brocchette, monete e medagliette. Reperti archeologici trafugati in Puglia e intercettati dai carabinieri. Pezzi rari pronti a partire per i più famosi musei americani. «Il saccheggio delle aree archeologiche italiane, e metto al primo posto la Puglia, è un fenomeno da arginare. I nostri tesori vanno ad arricchire le case di noti professionisti di tutta Europa, che spesso non capiscono neanche il valore culturale degli oggetti che comprano sul mercato clandestino, o addirittura tramite un mercato nero internazionale finiscono nelle bacheche di noti musei, tra Los Angeles e New York». A lanciare l'allarme è il colonnello Giovanni Pastore comandante degli 11 nuclei di tutela patrimonio culturale d'Italia. Un allarme che arriva dopo un memorandum d'intesa firmato pochi mesi fa proprio con gli Stati Uniti e dieci operazioni messe a segno dai carabinieri del Nucleo di Bari. Gli uomini del tenente Michele Miulli hanno recuperato in soli tre mesi, tra ottobre e gennaio, 230 reperti archeologici nei territori di Barletta, Casamassima, San Giovanni Rotondo, Molfetta, Cerignola, Canosa di Puglia e Arpi, tra le province di Bari e Foggia. Oggetti di valore inestimabile, pronti ad essere smistati in Italia, Inghilterra, Francia e Stati Uniti. Denunciate 22 persone, tra cui un antiquario e 15 tombaroli, per ricettazione e detenzione abusiva di reperti archeologici. Sono state recuperate anche quattro pistole databili tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, una pistola 7,35 Beretta, attrezzi per l'individuazione di siti e allo scavo come metal detector, pale, 'spilloni' e ta-niche d'acqua che i tombaroli utilizzano per ammorbidire il terreno. A Cerignola, in località Posta Uccello, i carabinieri hanno sorpreso anche due uomini intenti ad effettuare scavi in un sito archeologico protetto. I due, un40enne e un 57enne, entrambi della zona, sono stati trovati in possesso vari reperti archeologici, fra cui vasi, suppellettili e monili in bronzo, risalenti all'epoca romana, estratti poco prima e sei sonde in acciaio, utilizzate per «saggiare» il terreno e verificare la presenza di necropoli. «Negli ultimi tre anni dice Pastore sono aumentati in Puglia i recuperi di beni archeologici. Ma questo vuoi dire anche che sono aumentati i furti. Purtroppo sugli scavi archeologici non abbiamo nessun controllo». Anche se gli scavi clandestini non sono l'unico problema. «Abbiamo recuperato anche oggetti spiega Miulli rubati da musei o palazzi pubblici, con tanto di etichetta e numero di catalogazione». Secondo il colonnello Pastore il mercato clandestino corre su due bi-nari: «quello nazionale ed è il mercato di ricchi privati che chiedono al tombarolo o al mercante d'arte pirata l'oggetto singolo; e quello internazionale ed è il traffico con i musei internazionali, soprattutto americani, che però sono più esigenti e in genere chiedono di ricostruire un arco temporale, con una serie di pezzi che testimoniano la presenza di una civiltà in varie epoche».
L'arte rubata finisce nei musei Usa. Archeologia, sos dei carabinieri: "La Puglia la piùsaccheggiata "
Il colonnello Giovanni Pastore, comandante dei nuclei per la tutela del patrimonio artistico, ha lanciato un allarme per fermare i ladri d'arte che trafficano con reperti archeologici rubati in Puglia. 22 persone sono state denunciate, tra cui 15 tombaroli, per ricettazione e detenzione abusiva di reperti. I carabinieri hanno recuperato 230 reperti archeologici, tra anfore, statuette e monete, pronti ad essere smistati in Italia, Inghilterra, Francia e Stati Uniti. Il colonnello Pastore ha sottolineato che il mercato clandestino è su due bi-nari: quello nazionale, che coinvolge ricchi privati, e quello internazionale, che coinvolge musei americani.
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