SCOPERCHIARE la Domus Aurea e i pavimenti delle Terme di Traiano, cancellare il parco del Colle Oppio creato negli anni '30 per togliere il peso della terra e della vegetazione che grava sui beni inestimabili che sono sotto e che, a causa delle infiltrazioni d'acqua, rischiano di andare perduti per sempre. È la ricetta che era stata proposta a dicembre, all'indomani della chiusura della Domus Aurea alle visite per rischio crolli, e che ieri è stata ripresa e confermata dal ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione. «Si va in questa direzione», ha dichiarato, rispondendo alla sollecitazione di uno dei massimi studiosi dei Fori e del Palatino, il professore Andrea Carandini, che ha chiesto di risolvere «con una ruspa» i problemi della Domus Aurea, smantellando appunto il parco che le pesa sopra. «C'è stato qualche errore», ha ammesso il ministro, «quando si sono fatti i lavori per la riapertura della Domus Aurea al pubblico. Perché si è proceduto dal basso verso l'alto, senza preoccuparsi del tetto e della possibilità di infiltrazioni d'acqua dall'alto». Proprio queste infiltrazioni hanno provocato il distacco di parte di alcuni affreschi e hanno portato alla chiusura della casa di Nerone, visitata dal '99 da migliaia di turisti. «L'abbiamo dovuta chiudere», ha detto il soprintendente archeologico di Roma Angelo Bottini, «per la caduta del tasso di sicurezza per i visitatori e i lavoratori, non tanto per il rischio di crolli: non ci dobbiamo aspettare cedimenti strutturali». La chiusura, come era stato annunciato a dicembre, avrebbe dovuto durare circa due anni. Ma i tempi, ora, sembrano essersi allungati, anche perché i 5 milioni di euro stanziati per il restauro e la messa in sicurezza delle zone che erano state aperte al pubblico sembrano ora diminuiti a 4 milioni questa è la cifra di cui ha parlato ieri il ministro e sono stati destinati contemporaneamente anche ai restauri e al monitoraggio della situazione del Palatino. Per questo ieri il professor Carandini è tornato a chiedere un finanziamento speciale per la Domus Aurea. L'intervento che dovrà scoperchiare il palazzo di Nerone e i pavimenti delle Terme che Traiano vi fece costruire sopra, dopo aver fatto riempire di terra gli edifici dell'imperatore colpito da "damnatio memoriae", sarà attuato d'intesa col Comune. Ieri il ministro ha confermato che si stanno effettuando incontri in questo senso tra il Campidoglio, il ministero dei Beni Culturali e la Soprintendenza archeologica di Roma.