«I beni culturali non servono a fare cassa, sono la nostra identità»: è un richiamo forte quello che il Presidente della Repubblica ha rilanciato al termine di una giornata tutta dedicata alla cultura. Cominciata difendendo la lettura e invocando almeno una biblioteca in ognuno degli ottomila comuni italiani e proseguita con la consegna delle medaglie d'oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte, davanti ai quali il Presidente ha voluto rileggere l'articolo 9 della Costituzione. È forse il principio più originale della nostra Carta e ha voluto citarlo testualmente: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». «Sviluppo, ricerca, cultura patrimonio formano un tutto inscindibile», sottolinea con forza il Presidente, non basta una protezione passiva dei beni culturali, ma serve un'azione «per renderli fruibili a tutti», È la «missione» dell'Italia, custodire il proprio immenso patrimonio e assicurarlo ai posteri. Il Presidente è cosciente della limitatezza dei mezzi finanziari a disposizione, parla dei risparmi sui costi definendoli «doverosi», ma dichiara senza mezzi termini che «non sono questi gli obiettivi della promozione della cultura», sono solo «un mezzo utile per la conservazione e la diffusione dei beni culturali». Ciampi cita una sentenza del 1986 della Corte Costituzionale sulla «primarietà del valore estetico-culturale che non può essere subordinato ad altri valori, ivi compresi quelli economici». La decisione di Ciampi ricorda la lettera alla presidenza del Consiglio con cui accompagnò, lo scorso anno, la promulgazione della legge istitutiva della «Patrimonio spa»: un intervento chiaro con il quale chiese e ottenne maggiori garanzie e tutele sulle ipotesi di alienazione di beni culturali di particolare importanza. E anche ieri l'intervento del presidente è, parso ai più come un freno deciso alle tendenze che vedono nel bene culturale un'occasione di sfruttamento economico. Unito alla difesa di quei funzionari «tra i più preziosi della Repubblica» come i sovrintendenti che Ciampi ha voluto pubblicamente elogiare e che rappresentano di fatto la trincea più esposta nella difesa dei beni culturali. Consegnando le onorificenze, il presidente ha voluto rendere omaggio a protagonisti come Roberto Benigni (assente per impegni familiari) e Susanna Tamaro, Franco Zeffirelli (a Londra per la messa in scena del Come tu mi vuoi di Pirandello) e Katia Ricciarelli, Franco Battiato, Leonardo Benevolo e Francesco Alberoni. Alla cantante Nilla Pizzi e al giornalista e scrittore Giampaolo Pansa è stato conferito il titolo di grand'ufficiale. Un particolare ricordo è andato ad Alberto Sordi, cui è stata attribuita la medaglia d'oro alla memoria, come benemerito della cultura. II capo dello Stato non ha nascosto la commozione: «So di interpretare i sentimenti di tutti, esprimendo il mio intenso ricordo per Alberto Sordi, un italiano, un grande artista, che ci ha divertito ma che, ridendo, ci ha aiutato a non dimenticare nulla della nostra storia». Ma il più sorpreso, nella giornata di ieri, è stato senz'altro Igino Poggiali, presidente dell'Associazione italiana biblioteche: «E' la prima volta nella storia della Repubblica che il Capo dello Stato dichiara esplicitamente che le biblioteche sono necessarie. Grazie, presidente, per noi è una giornata storica»,