Oggi l'ex ministro presenta il suo libro a Palazzo Pitti: "Altro che tagli, il Maggio doveva avere finanziamenti speciali" CINQUE «anni horribili» per i beni culturali. In mano agli «ATtila» della cultura e della bellezza. Un declino da cancellare con nuove politiche culturali e turistiche, investimenti per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico. Un nuovo programma e una virata netta per il Belpaese, che l'exministrodei Beni culturali, la diessina GiovannaMelandri illustra nel suo libro Cultura Paesaggio Turismo-Politiche perunNewDeal della bellezza italiana (Gremese editore) con prefazione diRomano Prodi. Lo presenterà oggi a Firenze (Palazzo Pitti, Sala Bianca, ore 16,30) con il soprintendente Antonio Paolucci e il direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis. Melandri, Firenze aspetta ancora l'apertura dei cantieri dei Nuovi Uffizi. Sono passati più di 5 anni da quando lei come ministro firmò il cronoprogramma che ne prevedeva l'inaugurazione proprio quest'anno. Cosa è successo? «E' successo a Firenze quello che è successo in tutta Italia. Con il governo di "ATtila" che in 5 anni ha trattato le risorse per la cultura come le auto blu, uno spreco da tagliare. Che ha tentato di stravolgere l'assetto della tutela in Italia, con condono, silenzio-assenso, svendita del patrimonio. E sono sicura che è per la forza dei dirigenti delle soprintendenze fiorentine che il progetto dei Nuovi Uffizi non è stato azzerato come è successo alla Galleria di Brera o alla Reggia di Caserta». Tagli a cultura e a spettacolo. Un destino che ha toccato anche il Maggio musicale fiorentino. «Che invece doveva avere finanziamenti speciali. Tagli al Fus, ai fondi per gli enti lirici, alla produzione teatrale e culturale italiana messa in ginocchio. Mi si chiede dove avremmo potuto trovare i fondi. Bene, bastava scegliere di svolgere le elezioni politiche e amministrative in una sola tornata elettorale e con quel risparmio si finanziava tutta la cultura italiana». Parliamo del personale: custodi precari, età media alta e mancanza di ricambio tra i funzionari delle soprintendenze... «Soprintendenze asfittiche, certo. Ma è tutta l'amministrazione pubblica invecchiata. Non ci sono giovani e ci sono pochissime donne. Avevo riaperto i concorsi e le assunzioni. E' stato tutto congelato e burocratizzato». Quali i punti qualificanti del suo programma di New Deal della bellezza? E, vista l'introduzione di Prodi, sono gli stessi del programma dell'Unione? «Faccio delle proposte, il programma dell'Unione purtroppo non entra nei dettagli. Proposte per investire in un grande progetto, incrementare risorse pubbliche per cultura, per la tutela e la produzione, per ripristinare i livelli Fus. Pubblico e privati insieme». Si sta ricandidando a ministro? «Intanto ci sono da vincere le elezioni. Poi il mio libro è uno strumento, un contributo per far capire il nostro progetto, per convincere gli italiani a voltare pagina, a uscire dalla logica del grigiore, a investire in cultura».
"Basta col grigiore, viva la cultura". Melandrì attacca Berlusconi: "Ci vuole un New Deal della bellezza "
Oggi, l'ex ministro dei Beni culturali, Giovanna Melandri, presenterà il suo libro "Cultura Paesaggio Turismo-Politiche per un New Deal della bellezza italiana" a Palazzo Pitti a Firenze. Il libro, con prefazione di Romano Prodi, illustra le politiche culturali e turistiche per un nuovo programma di investimenti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico italiano. Melandri lamenta i tagli a cultura e spettacolo, come quelli al Maggio musicale fiorentino, e critica il governo di "ATtila" per aver trattato le risorse per la cultura come le auto blu. Il libro propone un nuovo programma di investimenti pubblici e privati per ripristinare i livelli di cultura e valorizzazione del patrimonio italiano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo