Far conoscere in Italia, e d'ora in avanti sempre di più anche nel mondo, i beni culturali e ambientali, recuperati in trent'anni. Questi i nuovi obiettivi del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano nato nel 1975 per iniziativa di Giulia Maria Mozzoni Crespi. Coma ha spiegato ieri l'amministratore delegato Marco Magnifico in un incontro svoltosi nel cuore della Milano di inizio Novecento, presso la Casa Necchi Campiglio recentemente donata al Fondo i beni Fai d'ora in avanti saranno dei «magneti turistici» per il territorio. In pratica il Fai si prepara ad accelerare sulle intese con gli operatori turistici italiani e stranieri per far sì che il network di siti Fai abbia un ruolo propulsore nel campo del turismo culturale. Un molo chiave sarà svolto dal collegamento con i principali portali Internet per la promozione turistica, dall'accordo in via di definizione con l'Enit da cui sta per decollare l'Agenzia per la promozione del turismo in Italia, e dalle intese per la realizzazione di set cinematografici, oggi di particolare interesse per l'industria delle vacanze. Il Fai lancerà anche dei pacchetti week-end. Finora sono stati donati al Fai 36 beni tra dimore antiche, castelli, ville, giardini e aree naturali. Di questi 17 sono stati restaurati e aperti al pubblico: dal Castello di Avio (Trento) al Monastero di Torba (Varese). dall'Abbazia di San Fruttuoso (Genova) alte Baia di Ieranto (Napoli). Ogni anno i siti sono visitati da 300mila persone. I soci del Fondo sono 67mila e il «nostro obiettivo ha specificato Magnifico è di arrivare a breve a quota lOOmila». Il Fai conta poi su 100 delegazioni provinciali in 17 regioni e su 5mila volontari. L'occasione per illustrare ufficialmente il progetto turismo del Fai è stata data dalla presentazione del caso-laboratorio del Castello di Masino che si trova a Caravino (Torino) e che è stato acquisito da Luigi Valperga di Masino. La ristrutturazione ancora in corso e comprensiva anche del vasto parco monumentale e delle scuderie presenti nel borgo annesso al Castello ha comportato investimenti complessivi per circa 16 milioni di euro, in due tranche. I risultati sono stati notevoli. Oggi circa 50mila persone visitano il Castello di Masino che ospita la tomba del primo re d'Italia. Arduino, risalente all'anno Mille, ed è uno dei più importanti esempi storico-artistici tra settecento e Ottocento, affacciato sulla Piane del Canavese. Il castello di Masino («ch conta più presenze turistiche l'anno del Museo Poldi Pezzoli di Milano») è stato ur volano per le attività dell'area. Sei gli hotel finora aperti, più nove strutture tra bedbreakfast e agriturismi; cinque gli operatoli turistici nati nella zona.