Nessuna traccia, " Nessun movente intellegibile. Solo quattro baracche incenerite dal fuoco e una brutta ferita a un tesoro dell'antichità già minato dal tempo. Erano le cinque e mezzo di ieri mattina, quando un passante ha visto due colonne di fumo levarsi dal versante del Palatino che si affaccia sul Foro Romano e via di San Teodoro guardando il Campidoglio. Qualcuno aveva appena dato alle fiamme le casette di lamiera di una ditta che sta consolidando la Domus Tiberiana, costruita lungo le pendici del colle, e lo stesso Palatino. Un punto a rischio, secondo i funzionari della Sovrintendenza, «per il costante pericolo di smottamenti». L'incendio è partito «da quattro punti diversi». Pochi dubbi, quindi, sul dolo. Ma non sono state trovati né possibili inneschi, né fiammiferi, né taniche sporche di benzina. Chi ha agito, dicono i carabinieri, «ha fatto un lavoretto da professionista». Un lavoretto che resta, per ora, senza un plausibile perché. Il cantiere è affidato alla Tecres, sede in via Margutta 1a, vincitrice di una gara per 414.374 euro. Termine dei lavori tra poco più di un mese. Gli sconosciuti hanno incendiato due baracche all'esterno della domus e altre due, a circa cento metri dalle prime, montate all'interno dei grottoni della Tiberiana. Il passante che ha notato l'incendio ha avvertito i carabinieri. Telefonata delle 5,28 in punto. Poco dopo erano sul posto le squadre dei pompieri di via Genova. Le fiamme sono state domate in un'ora circa. Subito scartato il corto circuito, «perché il quadro elettrico dell'area è stato trovato disinserito». Le casette di lamiera sono state "accartocciate" dal calore. Distrutti gli strumenti di lavoro e i documenti relativi agli interventi già eseguiti. Da un cantiere vicino, quello della Isarm, sono stati rubati tre picconi. L'incendio ha richiamato al Palatino decine di persone, inclusi i funzionari della Sovrintendenza. «Spetterà a loro - ha detto il sindaco durante la mattinata accertare le cause». «Non c'è tuttavia motivo di allarme - ha aggiunto Veltroni - per un rogo di modeste proporzioni». «Dal punto di vista artistico spiega Maria Antonietta Tomei, responsabile archeologico del cantiere i danni sono "inesistenti". Gli unici di qualche rilievo riguardano il materiale ceramico proveniente dagli scavi del professer Hurst di Cambridge. Si è annerito. Ma contiamo di recuperarlo. Il fatto è inspiegabile. Piromani? Pazzi? Persone che volevano fare uno sfregio? Non so, Speriamo almeno che l'episodio riporti attenzione, e finanziamenti, su questo lato del Palatino, che ne ha molto bisogno. Il rischio di crolli è molto forte. Soprattutto per la Domus Tiberiana». Le indagini sono affidate ai carabinieri. I responsabili della Tecres hanno detto di non aver «mai ricevuto né minacce né altre pressioni». Era la prima volta che la ditta, una Srl, otteneva un appalto per un monumento di Roma. «Non possiamo neppure pensare al "dispetto" di un dipendente ragiona Paolo Imbrescia, direttore del cantiere -. Al Palatino lavorano circa sei persone. L'azienda continua ad assumere. Quindi è impossibile pensare, ad esempio, al rancore di un operaio mandato via, per il semplice fatto che non ce n'è». Ma gli accertamenti dell'Arma, «almeno come ipotesi di lavoro», non possono che indirizzarsi verso la ditta. Testimoni diretti dello scoppio l'incendio non ce ne sarebbero. Una donna che abita in via di San Teodoro 18 sostiene di aver visto, nelle ultime settimane, «alcune persone che si aggiravano, anche di notte, nell'area dove è scoppiato il fuoco». I carabinieri avevano ipotizzato, sulle prime, che le fiamme fossero state appiccate per sbaglio «da uno sbandato». Ma i rilievi dei vigili del fuoco, durante la mattinata, hanno modificato le valutazioni. «I punti d'origine del fuoco dice l'ingegner Domenico De Bartolomeo, del comando dei pompieri - sono distanti circa duecento metri uno dall'altro. Già questo dice molto». «Tra l'altro - dice il colonnello Salvatore Luongo, comandante del gruppo Roma non sono stati trovati abiti o resti di un pasto che facciano pensare alla presenza di estranei, magari barboni, nel cantiere». Gli sconosciuti, per entrare nell'area, hanno probabilmente scavalcato le cancellate in via di San Teodoro. Il Palatino, di notte, è sorvegliato da «personale della Sovrintendenza che fa un giro a orari prefissati». Una piccola "ronda" per un'area che custodisce tesori dell'umanità.
Incendio doloso nel cuore del Palatino
Il Palatino è stato colpito da un incendio che ha distrutto quattro baracche e ha danneggiato la Domus Tiberiana. L'incendio è stato avvertito alle 5:28 di ieri mattina e è stato domato in un'ora circa. I carabinieri hanno trovato che il quadro elettrico dell'area era stato disconnesso e che le casette di lamiera erano state "accartocciate" dal calore. I danni sono stati causati da un incendio che ha richiamato decine di persone, inclusi i funzionari della Sovrintendenza. Il sindaco ha detto che non c'è motivo di allarme per un rogo di modeste proporzioni. L'episodio è stato descritto come "inespiegabile" e "inspiegabile".
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