L'UDIENZA «I fondi statali vadano a Bari Vecchia e non a parchi fiabeschi», dice lo storico Franco Cardini, uscendo dal tribunale, dove ieri ha testimoniato nel processo a carico del collega Licinio coinvolto in una causa per diffamazione riguardante proprio una polemica sui parchi a tema FRANCO CARDINI. Il celebre storico teste nel processo a carico di un collega imputato di diffamazione «Fondi statali non a parchi fiabeschi ma a Bari vecchia» Il professor franco Cardini esce dal palagiustizia di vìa Nazariantz intorno a mezzogiorno. Ha appena finito di deporre nel dibattimento a carico del suo collega, il professor Raffaele Licinio, docente di Storia medioevale all'Università di Capitanata. Cardini, prima dì allontanarsi per uno spuntino prima di prendere il treno delle 15 che lo porterà nel capoluogo toscano, spiega i motivi che lo portano a non condividere l'idea del parco medioevale di impianto esoterico ideato ma ancora a livello embrionale - da Vincenzo Dell'Aere, funzionario di banca con la passione per la «Età di mezzo», e collocato, anzi collocabile (secondo il progetto) al quartiere Mungivacca. «Veda, il punto è stabilire che cosa si vuole fare capire alla gente, del Medioevo». In altre parole, professore? «Con la gente bisogna essere chiari. È importante presentare la storia come storia, e un racconto fantastico come racconto fantastico». Quindi qual è il problema del «parco» di Mungivacca? «A mìo parere, il problema è il fatto che ai cittadini non verrebbe data la possibilità di distinguere la verità storica dalla fantasia. Poi c'è un altro aspetto da considerare. Si afferma che quel parco dovrebbe essere finanziato con fondi pubblici». Quindi? «Se si vogliono destinare finanziamenti pubblici a valorizzare tracce del Medioevo, vale la pena di ristrutturare Bari vecchia, che in molti punti cade a pezzi, piuttosto che finanziare una operazione che a quanto pare è lucrativa». Professore, viene spesso a Bari vecchia? «Abbastanza spesso, più volte l'anno, e posso dire che ha bisogno di essere ristrutturata, risistemata. Sono innamorato dei vicoli e delle corti della vostra città vecchia, li conosco benissimo». Quale parte l'affascina di più? «Sicuramente quella circostante la Basilica di San Nicola, perché rassomiglia a Gerusalemme». A parte tutto questo, una operazione come il parco «Kanam» potrebbe legittimarsi come investimento imprenditoriale autonomo; insomma non assistito da fondi pubblici? «Va bene l'idea di un imprenditore 0 di un gruppo di imprenditori, nei limiti della legge naturalmente, ma se fossi un amministratore pubblico salvaguarderei l'area di Mungivacca, perché conserva ancora tracce di una civiltà rupestre che meritano di essere salvaguardate in ogni direzione». Insomma lei è contrario, in generale, alla realizzazione, a Bari o in un'altra città, di un parco medioevale ispirato ai personaggi o almeno agli scenari del «Signore degli anelli» o dei cartoni animati del grande Disney? «Assolutamente no. Non sono contrario,, in linea di massima, alla realizzazione, ripeto nel rispetto della legge, di parchi fiabeschi o di divertimento collettivo ispirati alla fantasia o agli scenari di narratori come Tolkien o di persone come Disney. L'importante è che ai cittadini, ai potenziali visitatori insomma, sia chiarita la distinzione fra la verità storica, fra il portato storico di una o più civiltà e la creazione fantastica, sia pure apprezzabile, ispirata più o meno a un'epoca». L'idea del parco medievale a Mungivacca Vincenzo Dell'Aere, funzionario di banca con la passione per il Medioevo, «lettore» di Federico II e di Castel del Monte in chiave esoterica, autore di sei libri, alla fine del 2003, in una conferenza stampa, presenta un progetto ambizioso: la realizzazione del parco medievale a tema «Kanam», a Mungivacca. La struttura dovrebbe includere una serie di momenti della vita dell'epoca e poi una chiesa dei Templari, un eliporto, un laghetto, ristorante e bar, con ingresso a pagamento. Dell'Aere afferma che il progetto è al vaglio dell'allora sindaco, Simeone Di Cagno Abbrescia. Fra l'opinione pubblica si sparge la voce che l'opera sarebbe (co)finanziata con fondi pubblici, il professor Raffaele Licinio, docente di Storia medievale a Foggia, avvia una petizione che contesta l'idea del parco «Kanam» e la pubblica sul sito «www.storiamedioevale.net». La petizione raccoglie circa 1.080 firme, tra le quali quelle di parlamentari, uomini di cultura, storici, studiosi. C'è anche uno dei massimi medievalisti del mondo, il professor Franco Cardini, di Firenze. Alcuni passaggi della petizione, però, non sono graditi a Dell'Aere, che querela Licinio per diffamazione. Fra i concetti contestati, la presunta «macdonaldizzazione del Medioevo». Ne nasce un dibattimento penale davanti al giudice Maria Mitola: Cardini ieri è stato chiamato a deporre dalla difesa dì Licinio, assistito dagli avvocati Michele Laforgia e Andrea Di Comite. (cstrag.)