Il tufo rosso offre un'indicazione importante per gli studiosi: quel sarcofago non è stato realizzato in Sardegna. È pietra tipica del Centro Italia e questo vuoi dire che dopo l'ultimo ritrovamento del Corpo forestale non sarà necessario riscrivere le pagine della storia della Sardegna. Ma allo stesso tempo significa che qualcuno fino a Paulilatino deve averlo portato. Forse è stato rubato da una villa etrusca, forse è stato ritrovato durante uno scavo clandestino in una zona dove gli Etruschi hanno lasciato tracce profonde della loro civiltà. Questa è un'ipotesi, le altre invece dicono che il sarcofago non è altro che una perfetta riproduzione. Una sorta di falso storico, realizzato probabilmente molti secoli più avanti rispetto agli anni in cui gli Etruschi hanno vissuto il loro momento di massimo splendore. Se così fosse sarebbe stato scolpito da un artigiano particolarmente abile, capace di copiare quasi alla perfezione le tecniche artistiche. Uno che conosceva bene i segreti degli scalpellini etruschi mettendo insieme stili artistici tipici di secoli diversi. Quando lo hanno visto, nascosto sotto una pianta di lentisco, gli archeologi erano pronti a giurare che quel sarcofago fosse autentico e risalente al terzo secolo dopo Cristo. Poi però hanno dovuto ricredersi, notando troppe anomalie rispetto alle sculture funerarie che sono state ritrovate nelle città dell'Etruria. Ora dunque bisogna capire da dove provenga e chi lo abbia portato fino alle campagne di Paulilatino. Sotto il cespuglio il sarcofago era integro, conservato benissimo: c'era la cassa decorata ai lati e il coperchio con il corpo scolpito del defunto. Mancava la testa del morto che però è stata recuperata a qualche metro di distanza, alcuni giorni dopo il primo ritrovamento. Gli agenti della Forestale del comando provinciale di Oristano e delle stazioni di Ghilarza e Villaurbana sono certi che il sarcofago dovesse essere rivenduto. A chi, però, lo vorrebbe sapere anche la procura della Repubblica di Oristano che ha aperto un'inchiesta. Il fascicolo riguarda un presunto traffico di reperti archeologici, ma non si conoscono ancora i nomi né del venditore né dell'acquirente. «I nostri uomini sono impegnati costantemente in tutto il territorio nella tutela dei beni archeologici - ha spiegato il comandante del Corpo forestale di Oristano, Maria Piera Giannasi - Ora mandiamo avanti le indagini, ma per il momento non ci sono indagati».
Il sarcofago ritrovato una perfetta riproduzione? Studiosi al lavoro per scoprire l'origine del reperto
Il sarcofago è stato trovato in una zona dove gli Etruschi hanno lasciato tracce profonde della loro civiltà. È una pietra tipica del Centro Italia e non è originario della Sardegna. È stato scoperto nascosto sotto una pianta di lentisco. Il coperchio e la cassa decorata ai lati sono stati trovati insieme, ma la testa del defunto è stata recuperata a qualche metro di distanza. Gli agenti del Corpo forestale hanno aperto un'inchiesta per scoprire chi lo abbia venduto e chi lo abbia acquistato. L'inchiesta riguarda un presunto traffico di reperti archeologici. Non si conoscono ancora i nomi del venditore e dell'acquirente. L'indagine è in corso.
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