15022006 Chiudi Il nostro territorio vanta la più ampia concentrazione di beni del patrimonio artistico ,storico e monumentale mondiale; inoltre vanta bellezze naturali e paesaggistiche conosciute in tutto il mondo. Abbiamo una varietà e una quantità di attrattori turistici(dall'enogastronomico all'artigianato per esempio), che, nonostante l'invivibilità del territorio, hanno prodotto e producono dei flussi turistici di notevole entità, che, nell'anno trascorso, hanno fatto accendere un campanello d'allarme. L'incremento di visitatori dei vari siti culturali ha fatto da contraltare al decremento di presenze alberghiere (-6,76) specie sul territorio cittadino e questo per vari ordini di motivi: il primo fra tutti è da ricercare nella carenza di sicurezza, di igiene e di viabilità. Questo ha fatto sì che i tour operators si organizzassero per far fruire dei nostri attrattori i loro clienti ma senza farli pernottare nelle aziende ricettive della città: di questo ne ha risentito tutto il territorio in quanto se non funziona la città, che è l"hab" del territorio, non funzionerà nessuna destinazione. A questo si aggiunge una sottodotazione infrastrutturale, un'impossibilità di innovare sia per problemi di accesso al credito e perché il costo del denaro al Sud è di gran lunga più alto che altrove. Quello che serve quindi è una politica, di concerto con gli enti locali, non di sussidio fine a se stesso, bensì tesa a investire nelle imprese. Iniziative come quelle dei percorsi turistici vanno trasformate in realtà stabili, unitamente ad una riqualificazione urbanistica così da eliminare il caos ed automaticamente riuscire ad avere il controllo del territorio in modo più agevole. Bisogna stabilire quale è la vocazione turistica del nostro territorio e quindi puntare poi sui segmenti individuati e non promuovere iniziative slegate senza obiettivi specifici. Sicuramente Napoli necessità di un polo congressuale proporzionato alla città e per questo sembra si sia attivato un processo alla Mostra. Ma non basta. Bisogna trasmettere la cultura dell'accoglienza a tutti, cittadini compresi. Bisogna puntare sulla formazione, sulla innovazione e sulla cultura di "fare sistema" agevolando per esempio la costituzione di consorzi privati o misti. Ognuno dovrà fare la sua parte. Noi augurandoci di essere sempre più coinvolti in qualità di tecnici,ci auguriamo di trovare i giusti interlocutori perché siamo impazienti di vivere questa rinascita. presidente sezione Turismo Unione Industriali