Sentenza dalla Capitale. «La proroga che consentirebbe ad Antonio Paolucci di rimanere in carica fino a settant'anni ? Ci abbiamo provato, ma non è passata». La manciata di parole, dal contenuto inequivocabile, arriva dal ministero per i Beni culturali alla richiesta di chiarimento in merito al pensionamento (o meno) del soprintendente al Polo museale fiorentino, nonché direttore dei Beni culturali della Toscana e direttore della Galleria degli Uffizi. Incarichi non di poco conto, che richiederebbero l'inserimento di professionalità di altissimo livello. La norma che concede la proroga fino ai 70 anni esiste e vale per tutti i dirigenti, ma è il ministero a decidere, perché, dal punto di vista amministrativo, un simile incarico si configura come una nuova assunzione. Nato a Rimini il 29 settembre 1939, Antonio Paolucci compirà i 67 anni (l'età della pensione per i dipendenti pubblici) subito dopo l'estate e non ha mai fatto mistero della sua volontà di restare in servizio fino ai settanta. «Non so ancora nulla di certo le sue parole . Io ho dato la mia disponibilità a rimanere, chiunque preferirebbe un tecnico a un amministrativo, anche se la tendenza (preoccupante), è quella alla progressiva 'amministrativizzazione'». «Chi deve andare in pensione, purtroppo, ci andrà rincara la dose il portavoce del ministro . Niente proroga, quindi». Così il professor Paolucci (ex ministro sotto il governo Dini, 'votato' al patrimonio artistico dello Stato da quarant'anni), rischia seriamente di venir messo in pensione, nonostante il tentativo del ministro Rocco Buttiglione, suo grande estimatore; 'qualcuno', nella Capitale, ha dato parere negativo a quella 'proroga' che, poco più di un anno fa, il ministero non ha voluto concedere né al soprintendente Archeologico di Roma, Adriano La Regina, né, qualche tempo prima, alla ex direttrice degli Uffizi, Anna Maria Petrioli Tofani. Il balletto nelle Soprintendenze scatenò la reazione dei sindacali. «Se la nomina di Bottini, mandato nel gennaio del 2005 a sostituire Adriano La Regina alla Soprintendenza autonoma di Roma, ha di fatto risolto la situazione della Capitale, ha messo in croce Firenze e la Toscana, che di certo non può essere gestita da un reggente (Giuseppina Carlona Cianferoni. già funzionario della Soprintendenza archeologica fiorentina, ndr) il commento Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil Beni e attività culturali . Sarà bene che il ministro pensi di risolvere al più presto la situazione: dopo i pensionamenti di Anna Maria Petrioli Tofani e di Domenico Valenti no, dopo il trasferimento di Angelo Bottini, fra pochi mesi andrà in pensione anche Antonio Paolucci. E allora, chi resterà?». Fra i bene informati, c'è chi assicura che qualcosa di nuovo potrebbe accadere a elezioni avvenute: «In caso di vittoria del centrosinistra. Paolucci potrebbe presentare ricorso e vincerlo», sibilano i rumors. Pochi, invece, hanno voglia di sbottonarsi su eventuali sostituti: a livello di qualifica. Cri-stina Acidini Luchinath, attuale soprintendente dell'Opificio delle pietre dure, avrebbe le carte in regola e la qualifica per ambire a ruoli di primissimo piano.