Conoscere la campagna palmo a palmo ma sapere anche di arte e storia dell'uomo. Così, con studio e impegno, si arriva a ritrovare un pezzo come il sacorfago di Paulilatino. Giuseppe Delogu, vice comandante del Corpo forestale regionale, e la direttrice di Oristano Maria Piera Giannasi sono fieri e soddisfatti del lavoro dei loro uomini. L'indagine è ancora in corso e dunque i dettagli dell'operazione restano segreti. Delogu però spiega che il successo nasce dalla combinazione di testa e piedi, di intelligence e lunghe camminate. «Sul valore e l'origine del reperto si pronunceranno gli scienziati che avranno un bel daffare - spiega Delogu - a noi resta la gioia di aver avuto la fortuna di recuperare un oggetto storico. E di averlo recuperato integro, visto che sul mercato delle opere rubate spesso si procede al taglio per vendere i pezzi in maniera, separata: si tratta di una procedura che va prevenuta, perché se si arriva a taglio avvenuto l'informazione storica è irrimediabilmente perduta». Quanto all'indagine, il vice comandante si limita a dire che «il Corpo forestale sapeva che nella zona c'erano tracce di un traffico di reperti storici: in questi casi avere buone relazioni con la gente del luogo è importante. Poi però devi trovare il cespuglio giusto e questo lo puoi fare soltanto scarpinando in campagna». Testa e piedi, dunque, per fermare un traffico che pur apparentemente in declino resta sempre attivo: Delogu e Giannasi spiegano che dalle 15 denunce di furti di beni archeologici del 2003 si è passati alle quattro del 2005. «Il traffico di materiale archeologico è sempre una piaga preoccupante per la Sardegna», sottolinea l'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessi: «Ma operazioni come questa ci danno fiducia».
Intelligence e anfibi per battere i campi: i segreti della lotta al traffico dì reperti
Il Corpo forestale regionale ha recuperato un sacrofago di Paulilatino, un oggetto storico, grazie a un'indagine condotta in collaborazione con la direttrice di Oristano Maria Piera Giannasi. Il vice comandante Giuseppe Delogu spiega che il successo è dovuto alla combinazione di testa e piedi, di intelligence e lunghe camminate. L'indagine è ancora in corso e i dettagli restano segreti. Il Corpo forestale aveva ricevuto 15 denunce di furti di beni archeologici nel 2003, e le operazioni sono state condotte con la collaborazione della gente del luogo. Il sacrofago è stato recuperato integro e il Corpo forestale si è assicurato che non verrà tagliato per essere venduto.
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