ORISTANO. Un sarcofago etrusco o forse un artistico falso di periodo rinascimentale è stato trovato dalla Forestale sotto una pianta di lentischio nelle campagne di Paulilatino. Il prezioso oggetto è stato portato clandestinamente in Sardegna certo nell'ambito di un traffico di reperti archeologici. E. sarcofago in tufo è decorato con chimere, serpenti, leoni e figure antropomorfe. II reperto proviene probabilmente dalla Toscana. Era nascosto in campagna sotto una pianta di lentischio Sarcofago etrusco trovato a Paulilatino Si tratta forse di un buon rifacimento di epoca rinascimentale Indagini della Forestale ORISTANO. Non ci sarà bisogno di riscrivere la storia. I contatti tra etruschi e sardi sono noti e documentati, ma il sarcofago etrusco, o di tipo etrusco, trovato qualche giorno fa dalla Forestale sotto una pianta di lentischio nelle campagne di Paulilatino, nel cuore dell'isola c'è arrivato in tempi recenti se non recentissimi, probabilmente nascosto sotto un carico di legna o di fieno. Questa almeno è l'ipotesi fatta dal professor Marco Rendeli, titolare della cattedra di Etruscologia e antichità italiche dell'Università di Sassari. Più abbottonati i dirigenti del Corpo Forestale, Giuseppe Delogu e Maria Pierà Giannasi, che si trincerano dietro il segreto istruttorio lasciando solo intendere che in qualche modo è stato stroncato un traffico clandestino di reperti archeologici. L'eccezionale ritrovamento, avvenuto nell'ambito di un' operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Ori-stano, è stato presentato ieri mattina durante una conferenza stampa tenuta dall'assessore regionale alla Difesa dell'Ambiente Tonino Dessi negli uffici del centro operativo della Forestale di Fensou. A descrivere il reperto è proprio il professor Rendeli. Si tratta di una cassa in tufo rossastro delle dimensioni di un metro circa di lunghezzza per una quarantina di centi-metri di larghezza e una sessantina di altezza. La cassa è decorata sul lato più lungo con le figure di due chimere accompagnate da due serpenti. Alle estremità sono rappresentati, invece, due giovani a cavallo, che rappresentano i Dioscuri. Sul coperchio del sarcofago, realizzato con un tufo grigio rossastro, è scolpita la figura di un giovane semisdraiato che beve da una ciotola accompagnato dalla figura di un leone. La tipologia, ha spiegato il professor Rendeli, porta alla produzione del IV e III secolo avanti Cristo, ma il manufatto presenta alcune anomalie rispetto agli esempi conosciuti, per esempio le dimensioni, leggermente inferiori, l'assenza di iscrizioni, la posizione del defunto raffigurato sul coperchio e il fatto che dal punto di vista stilistico i diversi elementi iconografici appaiono riconducibili a periodi diversi. Della stessa opinione il curatore dell'Antiquarium Arborense, Raimondo Zucca, che ha partecipato alle operazioni di recupero assieme al collega dell'Università di Sassari, Piergiorgio Spanu. In una nota, il professor Zucca, ieri assente per precedenti impegni, va anche oltre. Secondo lui, non si tratterebbe di un pezzo originale ma di un' imitazione di buon livello artistico di un sarcofago etrusco e il problema dunque è quello di verificare l'età dell'imitazione, che potrebbe essere di epoca rinascimentale, e la localizzazione della bottega in cui è stata realizzata. Un'indagine comunque affascinante che occuperà archeologi e studiosi per molte settimane. Altrettanto interessante si profila l'indagine di tipo giudiziario affidata alla Forestale. Due, in particolare, le domande alle quali si sta cercando di dare una risposta. Cosa ci faceva il sarcofago a Paulilatino e chi ce lo ha portato. Gli inquirenti, a questo proposito, mantengono come si dice il più assoluto riserbo. Ancora una volta sono il professor Rendeli e il professor Zucca che propongono qualche ipotesi. Il primo ricorda che le campagne della Toscana, cioè dell'antica Etruria, sono terra di emigrazione per centinaia di allevatori sardi che lì hanno terreni e poderi. Il secondo non esclude che il sarcofago possa provenire da un furto in un parco o una villa dell'Etruria oltre che da uno scavo clandestino.
II giallo del sarcofago etrusco.
Un sarcofago etrusco, forse un falso di epoca rinascimentale, è stato trovato nella Forestale di Paulilatino. Il reperto è stato portato clandestinamente in Sardegna. Il sarcofago è in tufo e decorato con chimere, serpenti, leoni e figure antropomorfe. È stato trovato sotto una pianta di lentischio. Il professor Marco Rendeli, titolare della cattedra di Etruscologia e antichità italiche dell'Università di Sassari, ha descritto il reperto. È stato prodotto nel IV e III secolo a.C. ma presenta alcune anomalie rispetto agli esempi conosciuti.
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