Un metro di tufo rosso mirabilmente scolpito e recuperato dalla Forestale Un sarcofago abbandonato, nascosto sotto la macchia mediterranea. Un ritrovamento, avvenuto quasi per caso nelle campagne di Paulilatino ad opera degli uomini del Corpo Forestale. Una cassa, il suo coperchio, sul quale in alto rilievo è scolpita la figura del defunto, con la testa mancante rinvenuta però, anche quella, a pochi metri dal luogo nel quale sono stati recuperati gli altri reperti. E tutto lascia pensare che si tratti di un sarcofago di epoca etrusca. Sulla datazione precisa tuttavia dovranno dare il proprio parere studiosi illustri da Marco Rendelli, titolare della cattedra di Etruscologia e Antichità italiane dell'Università di Sassari a Enrico Benelli, del Centro Nazionale delle Ricerche, autore del riordino del museo Archeologico Nazionale di Chiusi. Intanto però una prima analisi è stata già compiuta da due ricercatori dell'università di Sassari, Raimondo Zucca e Pier Giorgio Spanu. Sono stati proprio loro i primi esperti ad essere stati contattati dagli uomini del Corpo di Vigilanza Ambientale, loro a visionare il luogo, nelle campagne di Pau-liatino, per ora tenuto nascosto perle indagini in corso, nel quale i reperti sono stati recuperati, e sempre loro a poter toccare con mano quei preziosi manufatti. IL SARCOFAGO è stato scolpito su una pietra in tufo rossastro. Ha una lunghezza di circa un metro ed è lavorato su tre lati. Sul coperchio anch'esso di tufo, anche se di un colore legger-mente più chiaro di quello della cassa, è scolpito in alto rilievo quella che doveva rappresentare la figura del defunto. Ora quella statua è decapitata, da una frattura non recente, ma la testa del giovane semisdraiato è stata recuperata anch'essa. Ai piedi del defunto è raffigurato un leone. E sono questi gli elementi sui quali dovranno lavorare gli esperti. Intanto è certo che il sarcofago ha dimensioni leggermente più piccole rispetto a quelli della media di epoca etrusca. ALCUNI ELEMENTI stilistici poi fanno pensare a datazioni cro-nologiche diverse. Anzitutto la posizione del defunto opposta a quella regolare, la sua tunica diversa da quella dell'iconografia dei personaggi dei sarcofagi etruschi, infine la testa che sembra derivata da un modello arcaico. Prima di questo sarcofago in Sardegna erano state ritrovate ceramiche etrusche, buccheri e cofanetti d'osso. Infine a Oristano nel 1891 era comparso un frammento in arenaria di una stele del VI secolo a.C. Il ritrovamento ha tuttavia alimentato un mistero. Sarà compito del Corpo Forestale capire come sia finito quel sarcofago nelle campagne della Sardegna, centrale, una delle zone più ricche dal punto di vista archeologico dell'intera isola. E ancora, bisognerà individuare chi lo ha nascosto sotto cespugli di macchia mediterranea e soprattutto a chi era destinato. Tutte ipotesi di indagine che dovranno essere passate al vaglio dagli uomini dell'ispettorato forestale di Oristano.
Scoperto un sarcofago nella macchia è il primo etrusco trovato nell'Isola
Un sarcofago etrusco è stato recuperato nella Sardegna, nelle campagne di Paulilatino, da un gruppo di operai del Corpo Forestale. Il sarcofago è stato scolpito su un metro di tufo rosso e ha una lunghezza di circa un metro. È stato recuperato insieme a una testa del defunto, che è stata decapitata, e a un leone ai piedi del defunto. Gli esperti ritengono che il sarcofago possa essere di epoca etrusca, ma la datazione precisa è ancora da confermare. Il ritrovamento ha sollevato un mistero, e il Corpo Forestale dovrà indagare su come il sarcofago sia finito nelle campagne della Sardegna e chi lo ha nascosto.
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