Modena. Mentre i bilanci di vari istituti culturali cittadini fanno segnare il profondo rosso «Sede vacante» per Civico, archeologico, Estense e Poletti Tanti musei in cerca di direttori Dal Civico all'Archeologico alla biblioteca Estense MODENA. Mentre i bilanci di parecchi istituti culturali cittadini fanno segnare un profondo rosso e mentre si discute sull'introduzione o meno degli ingressi gratis, un altro problema attanaglia la cultura modenese. Sono tanti infatti i musei o le biblioteche cittadine che non hanno più un direttore o hanno responsabili che devono dividersi tra una pluralità di impegni anche in diverse città. Museo Civico, Archeologico, biblioteca Estense alcuni degli istituti. La cultura oggi, nell'Italia post moderna, è un fondamentale volano per la crescita, sia in termini personali - si sa quanto c'è bisogno, visto l'analfabetismo di ritorno registrato dalle statistiche - che rispetto alla dimensione pubblica, comune. Pensiamo a Torino, dove in occasione delle Olimpiadi invernali si notano gli sforzi fatti per trasformare la città industriale in metropoli moderna proprio attraverso innumerevoli proposte culturali; pensiamo a Napoli dove anche attraverso l'arte contemporanea si cerca di superare i disagi storici di quella splendida città. Ma la politica culturale così importante oggi si fa se ci sono «tecnici» all'altezza, aggiornati, liberi e prestigiosi, che si prendono responsabilità. Invece da noi molti istituti culturali non hanno il direttore responsabile, colui che detta la linea. E quindi chi la detta questa linea, chi si occupa della gestione quotidiana in questi enti? E' come notare che il re nudo, ma basta vedere la situazione per disperare un po': nonostante funzionane che lavorano con passione da mattina a sera, avere un direttore è un'altra cosa (magari in alcuni casi si può pensare a promuovere queste persone no?). Esempi? Innumerevoli. I musei civici ad esempio: quello d'arte antica ha visto l'ultima direttrice andarsene nel 1999 - Enrica Pagella, ora ai musei civici di Torino, in questi giorni lodata dalla stampa nazionale per la mostra «Corti e città» e la parziale riapertura di palazzo Madama - dopo aver lavorato molto tempo alla riapertura al pubblico dell'istituto di palazzo dei musei. Anche il corrispettivo archeologico, dopo Andrea Cardarelli passato all'Università, non ha più un «manico» con il massimo grado. La vicenda è piuttosto buffa, e riguarda tutti: dopo Giordana Trovacene - docente universitaria di storia dell'arte -almeno da 4 anni anche la biblioteca Poletti non ha un «capo» (direttrice formalmente è Meris Bellei, responsabile di tutte le biblioteche cittadine) e non si può neppure tacere la vicenda di Ernesto Milano. L'esperto dirigente statale, per tanti anni alla guida della biblioteca Estense, è andato in pensione e a tutt'oggi l'importantissima istituzione statale è diretta da un reggente che è poi il direttore della biblioteca Universitaria di Torino. Difficile dal Piemonte occuparsi della vita quotidiana dell'ente, come deve essere una faticaccia anche per Angela Vettese - in questo caso però ufficialmente direttrice -che mantiene cattedre di storia dell'arte e incarichi vari tra Milano e Venezia. Venendo in città poche ore a settimana come si eserciteranno mai questi incarichi del resto ben retribuiti? Ci sarebbe poi il caso della Galleria Estense, dove il direttore è in contemporanea anche il soprintendente (Maria Grazia Bernardini) ma bisognerebbe rammentare la situazione del Ministero per i beni culturali e il discorso sarebbe troppo lungo. Sembra banale, ma non lo è: uno studioso prestigioso, a capo di un istituto, una volta scelto legittimamente da una amministrazione tende a imporre la sua visione delle cose. Un funzionario interno forse è più facilmente indirizzabile? chissà, certo è che a pensar male si fa peccato.
Musei modenesi senza i direttori
In Modena, molti istituti culturali cittadini hanno problemi di gestione e mancanza di direttori responsabili. Il Civico, l'Archeologico, la biblioteca Estense e il Museo Poletti sono solo alcuni esempi. I direttori sono spesso assenti o hanno responsabilità multiple in diverse città. Questo porta a una gestione disorganizzata e a una mancanza di una visione unica per l'istituto. Alcuni esempi di istituti che hanno problemi di gestione includono il Museo Civico, dove l'ultima direttrice è andata via nel 1999, e la biblioteca Poletti, che non ha un capo da più di 4 anni.
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