Dopo l'improvvisa chiusura del centro d'arte contemporanea di Firenze, sono poche le certezze. Ma la presidente di C.p.arte precisa: «Nessuna sospensione, Risaliti resta» PASSANO LE ORE e la situazione di Quarter si ingarbuglia. È di ieri il comunicato del Consiglio direttivo di C.p.arte, l'associazione che per il 2005 ed il 2006 ha firmato con il Comune di Firenze la convenzione per la gestione del centro per l'arte contemporanea di viale Giannotti. Vi si legge che la decisione di «sospendere temporaneamente l'apertura giornaliera» nasce dall'esigenza di «contenere i costi di gestione, fermo restando il programma che prevede l'inaugurazione della mostra di Sislej Xafa». La grave situazione finanziaria, «aggravata dalla mancanza di un impegno concreto da parte delle istituzioni», ha messo il Consiglio direttivo «nell'impossibilità di garantire il compenso sia al direttore artistico sia ai collaboratori. La temporanea interruzione delle collaborazioni non significa la rimozioni dagli incarichi, ma è un gesto di correttezza e di rispetto nei confronti di persone che prestano la loro opera professionale con competenza, impegno e passione». Maria Paoletti, presidente di C.p.arte, ci conferma che non vi è nei confronti di Sergio Risaliti, il direttore artistico, e dello staff «una sospensione dall'incarico, solo un'interruzione, una specie di cassa integrazione per ripartire fra un po'». Quanto si poteva risparmiare con la chiusura di 15 giorni? «Intanto si può risparmiare metà del compenso mensile che spetta a Risaliti», dice Paoletti. E che vuoi dire che «la diffusione di informazioni errate eo travisate, oltre a favorire forme di strumentalizzazione, è sicuramente di intralcio alla risoluzione dei problemi», come si legge alla fine del comunicato? «Non so ma ho l'impressione che dietro ci sia qualcuno che vuole creare confusione ed arrivare ad un punto di rottura. Comunque mi aspetto che alla riunione del 21 con il Comune ci sia anche Sergio Risaliti, lo darei per scontato ma comunque ho intenzione di invitarlo formalmente». «So solo che la seconda inaugurazione della mostra di Sislej Xafa, in programma il 17 non ci sarà, non c'è più il tempo ci dice Sergio Risaliti - per il resto voglio dire che sono fuori Firenze per portare avanti le attività a suo tempo programmate, come è doveroso per rispetto dei soci di C.p.arte e del Comune. Da qua non posso commentare né il comunicato né le altre dichiarazioni». Insomma la faccenda di Quarter finirà dunque a tarallucci e vino? Sembra improbabile.
Firenze. Quarter, il mistero si infittisce
Il centro d'arte contemporanea di Firenze è stato chiuso improvvisamente e la presidente di C.p.arte, Maria Paoletti, ha confermato che non ci sarà una sospensione dei contratti con il direttore artistico Sergio Risaliti. La decisione di sospendere l'apertura giornaliera è stata presa per contenere i costi di gestione, ma non significa la rimozione dagli incarichi. Risaliti ha confermato che non sarà presente alla seconda inaugurazione della mostra di Sislej Xafa, in programma il 17, a causa della situazione finanziaria. La presidente di C.p.arte ha anche affermato che la situazione non è una crisi, ma piuttosto una "cassa integrazione" per ripartire fra un po'.
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