Carla Di Francesco: accessi limitati e rispetto dei monumenti. Goggi: un contributo al rilancio della piazza. L'architetto Cini Boeri: sono incredula e disarmata Sì ai Beni culturali: ma il Comune riveda il progetto e difenda i simboli storici dell'area. Il quartiere: un errore «Parere positivo». Avanza il progetto del parcheggio interrato in piazza Sant'Ambrogio. Dopo il via libera della Sovrintendenza Archeologica della Lombardia, a dicembre, ieri è arrivata la decisione favorevole del direttore regionale ai Beni culturali, Carla Di Francesco, che ha «fatto proprio» il parere consultivo del comitato tecnico-scientifico istituito al ministero. I nodi sono quasi tutti sciolti. Il quasi è d'obbligo, perché la Sovrintendenza ha «prescritto» al Comune lo studio di un piano viabilistico che riduca il traffico d'accesso al parcheggio e la riqualificazione dei simboli storico-artistici della zona (Pusterla, sagrato della Basilica, chiostro bramantesco, caserma ottocentesca). L'assessore comunale al traffico, Giorgio Goggi, è comunque fiducioso: «Si è visto che l'opera è fattibile e sono sicuro che darà un grande contributo alla riqualificazione della piazza». Ottimismo che non addolcisce la delusione dei residenti più critici: «Sono incredula e disarmata», commenta sconsolata Cini Boeri, architetto e abitante in piazza Sant'Ambrogio. Ora si aspetta il progetto esecutivo. L'ultima tappa. L'intervento in Project financing da 17 milioni di euro, firmato dallo studio Giorgi, prevede la realizzazione di 470 posti auto su quattro livelli (234 per residenti, 236 a rotazione). Dopo i controlli «campione», ora riprenderanno gli scavi archeologici. Chiusura dei cantieri: entro il 2008. Il progetto è già stato rivisto nelle dimensioni della rampa d'accesso al parcheggio (sarà ridotta e non più a chiocciola), ma le modifiche dovranno necessariamente essere più profonde: «Abbiamo chiesto al Comune di rivedere il piano viabilistico: l'obiettivo dev'essere una riduzione del traffico quasi a zero, con un'ampia pedonalizzazione», sottolinea Carla Di Francesco. E poi c'è da considerare il «contesto sensibile» in cui si inserisce il parcheggio: «La progettazione deve assicurare che sia adeguatamente riorganizzata dal punto di vista architettonico tutta l'area attorno alla basilica di Sant'Ambrogio», continua la sovrintendente. Pusterla, strade, monumenti. In sostanza: se lo spazio «è unitario», gli interventi devono essere «coerenti». Messi nero su bianco in «un protocollo d'intesa tra Sovrintendenza e Comune che dimostri l'impegno preciso per il miglioramento della qualità della vita nella zona». Un compromesso. «Il migliore possibile», conclude la sovrintendente, preso atto della «volontà dell'amministrazione di andare fino in fondo». Da parte sua, la giunta «si sta adoperando insieme al promotore del parcheggio per ottemperare alle prescrizioni: non dovrebbero esserci problemi», risponde Goggi. L'assessorato sta verificando se le richieste della Sovrintendenza siano «già incluse nel piano partico-lareggiato del traffico» (mai partito a causa dei veti politici). Mentre «qualche problema in più potrebbe darlo la questione della Pusterla», conclude l'assessore. Questione di tempi e di fondi. I residenti aspettano. Tutti: quelli che hanno prenotato i box e quelli che si sono opposti fin dal primo giorno. Come Cini Boeri: «Mi sembra impossibile che il degrado culturale che ci ha accompagnato in questi anni sia arrivato fino alle sovrintendenze, le istituzioni che dovrebbero salvarci da questo scempio». Ma «l'indignazione», dice, non basta: «È un'arma spuntata contro lo strapotere dei palazzinari».