Oltre agli scavi di emergenza condotti, con finanziamenti a singhiozzo, dalla soprintendenza archeologica di Roma, per fronteggiare la situazione di scivolamento del colle, altri scavi sono stati condotti negli ultimi 20 anni sul Palatino, che hanno portato a importanti scoperte archeologiche. Dal '77 è al lavoro sul colle l'equipe dell'università la Sapienza, diretta dal professor Patrizio Pensabene, che vi ha scoperto le tracce delle antiche capanne dell'età di Romolo. Sempre sul Palatino ha lavorato anche la British School, che ha condotto, sulla Via Nova, scavi diretti dal professor Henry Hurst, dell'Università di Cambridge. I reperti meno importanti provenienti da questo scavo erano in una delle baracche interessate dall'incendio, ma secondo l'archeologa della soprintendenza Maria Antonietta Tomei il danno archeologico non è stato grave anche perchè probabilmente sarà possibile pulirli e utilizzarli per motivi di studio. Infine dall'81, per 15 anni vi ha compiuto ricerche e scavi anche il professor Clemens Krause dell'Istituto Svizzero, che è giunto infine ad ipotizzare che la cosiddetta Domus Tiberiana risalga invece all'epoca dell'imperatore Nerone. Quando l'archeologa della soprintendenza ha dato questa notizia è stato come se il fantasma dell'imperatore Nerone si concretizzasse tra le numerose persone accorse sul Palatino (operai delle ditte, archeologi, architetti, fotografi e giornalisti) «se c'entra Nerone - ha scherzato qualcuno rispolverando la tradizione che vuole il figlio di Agrippina come responsabile di uno dei più disastrosi incendi di Roma - allora è tutto spiegato». Anche nei Fori Imperiali, dopo gli scavi compiuti con i fondi per il Giubileo, a breve, si ricomincerà a scavare: il primo impegno, subito dopo il 2 giugno, sarà la realizzazione del collegamento sotterraneo tra Foro di Traiano e Foro di Cesare. Silvana Rizzo, responsabile dei Fori Imperiali, ha ricordato che questa sarà la terza ed ultima fase di una operazione che ha consentito di mettere in luce 20 mila metri quadri dell'area archeologica e realizzare una nuova lettura della topografia dei Fori. «Con i fondi di Roma Capitale -ha aggiunto - nel Foro di Cesare si dovranno verificare le tombe protostoriche emerse negli ultimi scavi, in quello di Nerva scavare alcune delle celle degli schiavi, in quello della Pace approfondire le situazioni post-classiche, in quello di Augusto approfondire la nuova esedra, infine in quello di Traiano sistemare la bottega del vasaio di epoca rinascimentale». Ma la vera sfida sarà l'allestimento dell'area nell'ambito di un accordo di programma da Stato e Campidoglio: una commissione mista, con consulenti di prestigio, stabilirà la sistemazione di tutta l'area tra Colosseo e piazza Venezia e dovrà pronunciarsi anche sulla spinosa questione del futuro di via dei Fori Imperiali, già ridotta con gli scavi del Giubileo, dove sono in corso attualmente i sondaggi del metrò C.