Da mesi senza presidente Arcus e' in fase di stallo, e i consiglieri si dimettono, ma il ministro Rocco Buttiglione ancora non prende provvedimenti. Infatti, dopo le dimissioni dei cinque consiglieri di Arcus Spa, presentate per far fronte a questa situazione di blocco dell'attivita' che si e' venuto a creare in seguito alle dimissioni del presidente Mario Ciaccia nello scorso novembre, la Societa' per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo attende ancora la nomina del nuovo presidente. Il nome piu' probabile sembra essere quello di Giorgio Basaglia, ma non c'e' niente di definitivo, nulla di confermato: Basaglia ha gia' ottenuto l'approvazione alla Camera, ma si attende ancora il decreto del ministro Buttiglione affinche' la societa' abbia ufficialmente il suo presidente. "C'erano decisioni molto importanti da prendere, ma la societa' puo' operare solo in presenza della figura del presidente - ha spiegato all'Adnkronos Cultura Elena Francesca Ghedini, ex consigliere Arcus e docente di Archeologia presso l'Universita' di Padova - L'attivita', cosi', non poteva andare avanti. Nel desiderio che Arcus continuasse la sua opera, abbiamo deciso di presentare le nostre dimissioni in modo che il ministro Buttiglione possa, in tutta serenita', riformare un consiglio di amministrazione nuovo perche', evidentemente, non si era raggiunto il giusto equilibrio - ha proseguito la Ghedini - Nessuno di noi condivideva il fatto di avere tra le mani una societa' che gestisse molti soldi, ma che rimaneva bloccata (anche se Buttiglione e' a conoscenza della situazione): non so se le nostre dimissioni potranno contribuire a farla ritornare alla sua attivita', ma questo e' cio' che noi ci auguriamo". Nata il 16 febbraio del 2004, quando Giuliano Urbani, ex ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, firmo' lo statuto di Arcus SpA, la societa', prevista dall'articolo 2 della legge 16 ottobre 2003, n. 291, si propose di promuovere e sostenere le iniziative di investimento per la realizzazione di interventi di recupero e valorizzazione dei beni culturali e di altri interventi a favore delle attivita' culturali e dello spettacolo. A tal fine, le vennero attribuite le risorse previste dall'art. 60, comma 4, della Legge Finanziaria 2003, che prevedeva che il 3 degli stanziamenti previsti per le infrastrutture fosse destinato alla spesa per la tutela e gli interventi a favore dei beni e delle attivita' culturali. "Nel poco tempo che ha avuto-spiega Elena Francesca Ghedini- Arcus si e' occupata di diversi progetti: per quanto riguarda il mio settore, posso citare quello di Villa Adriana a Tivoli, progetto nato nella Commissione Infrastrutture della quale faccio parte, passato poi ad Arcus; i grossi finanziamenti per i lavori delle metropolitane di Roma e Napoli (volti non tanto alla realizzazione dei lavori, quanto alla tutela di eventuali ritrovamenti e alla valorizzazione dei monumenti siti presso le uscite delle stazioni) utilizzati anche nel caso del ritrovamento, a Napoli, del monumento di eta' augustea che ora verra' reso fruibile; il progetto che riguarda Montegrotto Terme che presenteremo sabato prossimo, importante sito che ha restituito resti di case, edifici e ville, un'area archeologica che verra' realizzata con i fondi passati ad Arcus". "L'elenco e' lungo -prosegue Ghedini- e comprende gli investimenti nei progetti legati alla musica e allo spettacolo: fortunatamente, i progetti del 2004 e inizio 2005 stanno andando avanti (tra cui quello di Sibari, dove e' stato trovato uno straordinario tempio) perche' le convenzioni ormai sono state firmate. Restano bloccati, invece, i progetti 2005-2006 - ha aggiunto la docente - cioe' quelli che non sono passati per il consiglio d'amministrazione. Arcus rappresenta un'idea importante perche', per la prima volta, si e' realizzata un'inversione di tendenza: le infrastrutture, che sono state considerate da sempre il nemico giurato, grazie a Urbani e Lunardi ora contribuiscono all'attuazione dell'archeologia preventiva". "Il nostro paese deve sfruttare questa occasione per valorizzare i propri beni - ha concluso Elena Francesca Ghedini- anche attraverso i soldi delle infrastrutture. Noi tutti ci auguriamo che la societa' riprenda nel piu' breve tempo possibile la sua attivita', perche' il suo scopo e' quello di fare in modo che la conoscenza del passato venga salvaguardata e valorizzata rendendola fruibile al pubblico".
BENI CULTURALI: ARCUS RESTA SENZA PRESIDENTE NE' CONSIGLIERI
La societa' Arcus Spa, che promuove e sostenne le iniziative di investimento per la realizzazione di interventi di recupero e valorizzazione dei beni culturali e di altre attivita' culturali e dello spettacolo, e' in fase di stallo. I cinque consiglieri di Arcus Spa hanno presentato le loro dimissioni per far fronte a questa situazione di blocco dell'attivita'. Il ministro Rocco Buttiglione non ha ancora preso provvedimenti per la nomina del nuovo presidente. Il nome piu' probabile per il nuovo presidente e' quello di Giorgio Basaglia, ma non c'e' niente di definitivo. La societa' attende la nomina del nuovo presidente per poter operare.
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