L'argomento affrontato nel corso di un convegno promosso dall'assessorato regionale alla Formazione L'obiettivo è migliorare l'offerta per far crescere il numero delle presenze turistiche POTENZA. La questione principale della Basilicata resta lo sviluppo: economico e sociale. E' (o dovrebbe essere) al centro delle preoccupazioni di amministratori e comunità locali da decenni, si cercano e applicano ricette e strategie. Oggi i venti di crisi industriale che soffiano su tutta Italia hanno spazzato via tante delle già poche realtà produttive del territorio regionale e ogni giorno la cronaca sindacale apre nuove finestre sull'emergenza lavoro. Mentre la percentuale dei lucani in fuga riprende a crescere. Uno dei settori in cui si continua a nutrire ottimistiche speranze è quello turistico, da quando ci si è accorti che la Basilicata possiede notevoli risorse (culturali, ambientali, antropiche) e che sono moltissimi i viaggiatori (italiani e stranieri) che le apprezzano. Le azioni dell'Apt e la programmazione regionale attraverso i Por sono servite negli ultimi anni a focalizzare le emergenze e a rendere fruibile il patrimonio culturale e ambientale. Oggi bisogna migliorare e valorizzare l'offerta, anche perché l'indicatore di presenze turistiche per abitante (pari ad 1,83), se è comunque in crescita, resta inferiore alla media del Mezzogiorno (2,8). Se ne è parlato ieri durante il Convegno promosso dall'assessorato alla Formazione, Cultura e Sport della Regione Basilicata dal titolo «La cultura per lo sviluppo: il patto formativo per la filiera culturale turistica in Basilicata». Un convegno per discutere di una nuova formula, il Patto Formativo Locale, nuovo strumento di programmazione formativa che consente agli attori locali dello sviluppo di intervenire in chiave negoziata sui fattori e sui processi di valorizzazione del capitale umano che interessano tutti i settori produttivi che fanno parte della filiera integrata (ospitalità, enogastronomia, beni culturali)». «Se, insomma, la cultura deve essere volano di sviluppo - ha detto nella sua relazione di apertura Gerardo Calvello, direttore del Dipartimento, bisogna innovare il sistema formativo».A cominciare dall'accesso e dagli obiettivi della formazione: «non più- ha continuato Calvello- allievi raccolti a caso pur di riempire le classi, e non più corsi fini a se stessi e senza alcun reale sbocco occupazionale». L'idea promossa dalla Regione, nell'ambito del Progetto Comunitario Focus ("Azioni di sistema per integrare sul territorio le politiche del lavoro e della formazione"), è quella di costruire percorsi formativi integrati tra scuola, Università, formazione professionale e impresa, al fine di creare competenze professionali adeguate alle vocazioni peculiari del territorio, assicurando al sistema produttivo turistico della Regione figure di sostegno al suo sviluppo. Si tratta di ridare credito ad un sistema, quello della formazione, nel quale molte risorse sono state spese spesso senza alcuna ricaduta occupazionale.
POTENZA. Formazione e cultura, ricette per il turismo
Il convegno promosso dall'assessorato regionale alla Formazione, Cultura e Sport della Regione Basilicata ha discusso sulla cultura come volano di sviluppo. L'obiettivo è migliorare l'offerta turistica per far crescere il numero di presenze turistiche. La Basilicata ha risorse culturali, ambientali e antropiche che attirano molti viaggiatori. L'indicatore di presenze turistiche per abitante è inferiore alla media del Mezzogiorno, ma in crescita. Il Patto Formativo Locale è stato presentato come un nuovo strumento di programmazione formativa che consente agli attori locali di intervenire sui fattori di valorizzazione del capitale umano.
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Bene culturale
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