Alcuni degli intellettuali trevigiani che hanno sottoscritto l'appello per evitare che la Provincia venda il complesso sul Terraglio lanciano una raccolta di firme fra i cittadini Venerdì la presentazione della nuova iniziativa: «Abbiamo invitato anche lamministrazione, vogliamo un confronto diretto» Dopo l'appello lanciato alla Provincia, quello lanciato ai cittadini. E' una mobilitazione generale quella su cui contano gli intellettuali trevigiani per cercare di "salvare" dalla vendita villa Franchetti, nella ferma convinzione che "vanno mantenuti pubblici i beni storici e artistici che già pubblici sono". A questo scopo, hanno organizzato per venerdì pomeriggio alle 17.30 all'Hotel Crystal di Preganziol un incontro pubblico, nel corso del quale non solo si ribadirà il valore di un complesso come quello lungo il Terraglio sia dal punto di vista culturale che turistico, ma si promuoverà anche la raccolta di nuove firme a favore dell'annullamento della messa all'asta dell'immobile, che si aggiungeranno a quelle dei 45 pittori, musicisti, scrittori e docenti che insieme all'associazione Italia Nostra per primi si sono mossi per impedire l'alienazione della villa. Anche il presidente nazionale dell'associazione, Carlo Ripa di Meana, aderirà alla petizione, che potrebbe costituire l'ultima chance per strappare il compendio ai privati. "La Provincia di Treviso rivendica il diritto-suicidio di alienare i beni artistici e culturali e destinare il ricavato alla realizzazione di vie di comunicazione - si legge nel nuovo documento diffuso ieri dal gruppo di intellettuali, tra cui Paolo Del Giudice, Antonio Porrello, Romano Abate e dal referente provinciale di Italia Nostra Umberto Zandigiacomi -. Con ciò nega il diritto ai cittadini di fruire le bellezze artistiche e paesaggistiche di tali beni. La stessa Provincia ignora i benefici economici che derivano dalla valorizzazione del patrimonio storico-artistico". All'incontro di venerdì il mondo culturale trevigiano invita ufficialmente anche l'amministrazione provinciale: sarà l'occasione per un confronto diretto, soprattutto con l'assessore alla Cultura Marzio Favero, ritenuto estremamente sensibile a questo tipo di problematiche: "L'impressione - dice Zandigiacomi - è che la decisione di vendere tesori come villa Franchetti e villa Freja sia stata presa sopra la sua testa". E sulla testa dei trevigiani: "Nessuno ha mai avuto la possibilità di esprimersi su questa operazione - dice Porrello -. Per quel che ci riguarda, una volta saputo che la Provincia aveva messo all'asta la villa, abbiamo deciso di intervenire". "La Provincia si è limitata a insultarci - rincara Zandigiacomi -, un atteggiamento che spesso denota una coda di paglia". Per i promotori dell'incontro di venerdì, il destino di villa Franchetti può ancora cambiare, basta volerlo. "Proposte concrete per un suo utilizzo pubblico già ce ne sono - aggiunge Del Giudice - basta avere la pazienza di riprenderle in mano. Ma non spetta a noi farlo, spetta alle istituzioni". Il compendio potrebbe trasformarsi in una sede museale o in un laboratorio per giovani talenti: meglio sarebbe rifletterci su, consultando i cittadini e soprattutto evitando di intraprendere una strada senza ritorno a tre mesi dalla scadenza elettorale.
Villa Franchetti, una petizione per annullare l'asta
Un gruppo di intellettuali trevigiani ha lanciato un'appello per evitare che la Provincia venda il complesso sul Terraglio, che comprende la villa Franchetti. Hanno invitato anche l'amministrazione provinciale a partecipare a un incontro pubblico venerdì pomeriggio. Gli intellettuali sostengono che i beni storici e artistici dovrebbero essere mantenuti pubblici e che la vendita dell'immobile sarebbe un errore. Hanno anche lanciato una raccolta di firme a favore dell'annullamento della messa all'asta dell'immobile. Il presidente nazionale dell'associazione Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, ha espresso il suo sostegno alla petizione.
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