L'appello di cittadini, associazioni, naturalisti e ricercatori dell'Università di Bari e del CNR Lucano per salvaguardare questo sito naturalistico e storico ed evitare la costruzione di una strada comunale Continuano le iniziative per la salvaguardia dei Cinti di Grassano che sono al centro di una vasta mobilitazione popolare che chiede la salvaguardia di questo luogo che custodisce i resti dell'unico insediamento urbano fondato in Basilicata dai Cavalieri di Malta oltre ad importanti testimonianze geologiche e naturalistiche, oggetto di studio da parte del Dipartimento di Geologia dell'Università di Bari e del Dipartimento di Scienza della Terra dell'Università di Pisa. Testimonianze che rischiano di essere parzialmente distrutte dalla costruzione di una strada rotabile comunale, proprio per questo i professori del Dipartimento di geologia dell'Università Barese hanno voluto sottoscrivere la petizione, lanciata da alcune associazioni lucane, per la salvaguardia di questo luogo. Nell'occasione della consegna delle numerose firme raccolte dai professori dell'Università Barese la prof.ssa Luisa Sabato ha fatto dono, alle Associazioni di Grassano coinvolte nell'iniziativa di salvaguardia, di numerose pubblicazioni internazionali che raccolgono le ricerche realizzate su questo sito geologico, quali la guida internazionale in inglese "plio-pleistocene stratigraphic and tectonic evolution of the foreland- foredeep - chain system in southern Italy" presentata al trentaduesimo congresso internazionale di Geologia ed edita recentemente dall'APAT di Roma dove, ben tre sezioni, sono dedicate alle testimonianze geologiche presenti nei Cinti. Inoltre proprio l'importanza geologica di questo sito ha fatto si che fosse inserito anche nella "Guida alla carta degli itinerari geoturistici della Basilicata" in corso di pubblicazione da parte della Regione Basilicata. La consegna di questi materiali è stata anche l'occasione in cui i professori del Dipartimento di Bari hanno chiesto di organizzare al più presto a Grassano un incontro pubblico dove poter far conoscere alla comunità lucana le importanti scoperte geologiche e naturalistiche fatte nei Cinti di Grassano, che sono un importante tassello per comprendere l'evoluzione geologica degli ultimi milioni di anni dell'Italia intera. Una proposta che è stata fatta propria anche dai ricercatori del CNR di Basilicata che, da anni, studiano i resti dell'insediamento urbano melitense che qui sorge. Di fronte a tanta disponibilità la Pro Loco di Grassano e le associazioni grassanesi: AICS, Comitato Corteo storico, Misericordia, Finisterre e la Cooperativa "La Mimosa" si sono immediatamente attivate per rendere possibile questo incontro pubblico dove i ricercatori del CNR lucano e dell'Università Barese illustreranno compiutamente quanto hanno scoperto e lanceranno l'invito a valorizzare e a salvaguardare questo tesoro di conoscenza custodito dalla regione Basilicata.
Salviamo i cinti di Grassano
Un gruppo di cittadini, associazioni, naturalisti e ricercatori dell'Università di Bari e del CNR Lucano hanno lanciato un'appello per salvaguardare i Cinti di Grassano, un sito naturalistico e storico che custodisce i resti dell'unico insediamento urbano fondato in Basilicata dai Cavalieri di Malta. La costruzione di una strada comunale potrebbe distruggere le testimonianze geologiche e naturalistiche presenti sul sito. I professori del Dipartimento di Geologia dell'Università di Bari hanno sottoscritto una petizione per la salvaguardia del sito. La prof.ssa Luisa Sabato ha donato pubblicazioni internazionali relative alle ricerche realizzate sul sito.
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