Sotto la banchina Segni-Dogana la Soprintendenza ha trovato vecchie mura PORTO TORRES. Si infrange contro una "vecchia" banchina il sogno di riuscire ad aprire il porto commerciale entro questa estate. Almeno per quanto riguarda la banchina Segni-Dogana. Da tre settimane i lavori sono fermi poiché, dopo il ritrovamento della base della colonna romana all'interno del cantiere della Astaldi, Soprintendenza e carabinieri avevano deciso di effettuare controlli più accurati nell'area di scavo. In particolare sul molo del faro che secondo il progetto dovrebbe scomparire dal bacino interno per lasciar spazio alla mega banchina che, a fine lavori, sarà più lunga di trecento metri. E sono bastate alcune verifiche per fare una scoperta decisamente interessante: sotto il vecchio molo del Faro si nascondeva un approdo più antico. Una struttura che certamente risale al periodo medioevale ma probabilmente ricostruito sulle tracce della banchina di epoca romana. Una scoperta che conferma l'importanza della colonia di Turris Libisonis (l'unica citata con Caralis fra i mosaici del porto antico di Ostia) ma che rischia di essere devastante per il prosieguo dei lavori di adeguamento dello scalo marittimo. Stando ai primi rilievi, il banchinamento è costituito da massi squadrati che formano un muraglione di contenimento poi riempito da materiali di risulta, il tutto risalente al periodo medievale, quando artigiani e scalpellini avevano utilizzato materiali provenienti dalle antiche costruzioni romane ormai in rovina. Una tecnica e un'abitudine largamente diffuse fino al Rinascimento tanto che fra le "macerie" riutilizzate c'era anche una colonna di epoca romana. Ma i primi «assaggi» hanno portato alla luce il basamento delle mura di quello che potrebbe esser stato un magazzino costruito in «bocca di nave». Diverse le ipotesi che scaturiscono la questo ritrovamento. Una, più affascinante, che si tratti del primo banchinamento di epoca romana realizzato con sistema che prevedeva una sorta di isolotto dal quale poi si allungava il molo fino alla terraferma. Se gli archeologi dovessero confermare questa ipotesi si tratterebbe di uno dei banchinamenti di epoca romana più lunghi in assoluto. Va ricordato, infatti, che fino al secolo scorso il mare arrivava fin sotto la Torre Aragonese. La seconda ipotesi, più recente, che si tratti del porto medievale, scoperta che confermerebbe l'importanza di Torres fino all'arrivo degli Aragonesi. La scoperta, però, rischia di creare problemi alla relizzazione del nuovo porto. Per adesso sono stati interrotti i lavori per il taglio del molo del Faro, lavori che però proseguono nel resto dell'area portuale. Resta da vedere quanto dureranno i lavori della Soprintendenza, che dovrà eseguire rilievi e planimetrie, e catalogare la struttura. Poi dovrà essere deciso se e come smontare il molo medievale. Un lavoro che andrà avanti per almeno un paio di mesi, scoperta che farà slittare l'apertura del nuovo scalo a fine estate. Un problema che, invece, non riguarda le nuove banchine dell'antemurale di ponente che saranno agibili entro i tempi previsti, cioè a fine giugno.