Una «Flora» velata e acefala è scomparsa dal Casino del Bel Respiro. II furto scoperto dalla presidenza del Consiglio, che ha in uso la sede di rappresentanza protetta da telecamere e presidio di polizia. Presidenza del Consiglio a Villa Pamphilj; rubata sotto gli occhi delle telecamere che circondano il Casino del Bel Respiro una statua del '600, una donna velata acefala alta un paio di metri, che era stata collocata su un piedistallo sovrastante il «Giardino segreto» dallo stesso Alessandro Algardi durante la costruzione della villa avvenuta tra il 1644 e il 1652. Dopo il falso allarme che due giorni fa era scattato per la Fontana della Lumaca, «mutilata» di due tritoni che per fortuna erano stati già ritrovati e sono in corso di restauro, stavolta il furto è invece più che vero. Nonché imbarazzante per il luogo più che «tutelato» in cui è avvenuto, la struttura di rappresentanza del governo italiano per occasioni ufficiali come la recente visita del presidente George W. Bush. Alla presidenza del Consiglio non è restato che presentare denuncia. Casino del Bel Respiro, cuore di Villa Pamphilj, il luogo più ricercato e abbellito d'opere d'arte di tutto il grande comprensorio della villa grande 184 ettari, da parecchi anni fiore all'occhiello della presidenza del Consiglio che lo usa negli incontri di stato più importanti. I gruppi di corridori in tuta per il jogging quotidiano salgono spensierati lungo il Viale del monumento ai caduti francesi e all'altezza del pianoro circondato da alti pini, usato spesso per infuocate partitelle di football da ragazzi di ogni età, girano a destra sul vialetto del Casino Algardi. Passano correndo, da soli o in folti gruppi, e non si accorgono che lungo l'inferriata che delimita sul lato occidentale il giardino superiore del Casino del Bel Respiro le statue seicentesche che hanno abbellito quel punto per oltre 350 anni sono diminuite di numero: delle due donne acefale velate e inghirlandate ne è rimasta una sola. L'altra, un'immagine di Flora, non c'è più: rubata, asportata in questi ultimi giorni, quasi certamente di notte usando forse uno dei cancelli che danno su via Leone X, l'Olimpica. Accanto alla statua che resta, all'interno del giardino del Casino del Bel Respiro, sorvegliano mute due telecamere verdognole, che fanno parte dell'agguerrito sistema di controllo sul luogo gestito da una postazione di polizia che ha sede nella parte opposta del giardino. La scoperta del furto risale a venerdì scorso. All'improvviso i funzionari della presidenza del Consiglio hanno notato la mancanza della statua, che col suo volume ostruiva il passaggio altrimenti libero tra le inferriate. Le mosse successive sono state quelle di presentare una denuncia ai carabinieri, firmata dal funzionario della presidenza del Consiglio che ha in carico la gestione della sede di rappresentanza. Del furto sono stati poi informati la Sovrintendenza ai monumenti e i carabinieri del Nucleo tutela culturale. Poi, visto il passaggio che si era venuto a creare verso l'interno della sede di rappresentanza in seguito all'asportazione della statua, alcuni saldatori hanno provveduto a ostruirlo saldando tre barre di ferro tra le inferriate. A quel punto qualcuno si è ricordato di un precedente a cui non era stato dato grande peso, la scoperta fatta da un custode della villa il primo febbraio. A un ingresso sulla via Olimpica era stato infatti trovato un lucchetto nuovo di zecca che le chiavi del custode non riuscivano ad aprire. In effetti non poteva, perché quel lucchetto era stato sostituito a quello originale. Difficile lì per lì capire perché. Il servizio giardini ha provveduto comunque a sporgere regolare denuncia. Il fatto assume ora alla luce del furto della statua un significato particolare. I ladri sono passati forse da quel cancello, magari a bordo di un furgoncino con cui sarà stata trasportata la statua alta un paio di metri. Possibile, anzi probabile. Così come appare altrettanto chiaro che un furto cosi rischioso e sfrontato deve avere alle spalle un qualche tipo di «commissione». Lì resta ora un basamento spezzato che conserva ancora lo «strappo» vero e proprio con cui è stata asportata la statua. A nudo sono emersi un paio di elementi di ferro con cui in passato la statua era stata evidentemente ancorata contro il rischio di cadute. La statua, probabilmente assemblata nel '600, non riveste un grandissimo valore pecuniario, anche se appartiene al momento più nobile della costruzione delle meraviglie della Villa, quando sul posto dal nipote di Papa Innocenzo X Giovanni Battista Pamphilj fu convocato il clou degli artisti del momento, dall'Alessandro Algardi a Giovanni Francesco Grimaldi, a Gian Lorenzo Bernini solo per ricordare i maggiori. Per Roma questo furto è un ulteriore scempio.