SI PUÒ parlare di sindrome di Stendhal? Credo di sì. Prima ci hanno fatto vedere le meraviglie di Palazzo Madama, ora Villa della Regina, che toglie il fiato. Non abbiamo mai avuto tanta bellezza in una volta sola». Sono le parole di una visitatrice, pronunciate ieri mattina al termine della visita al complesso fatto costruire nei primi decenni del '600 dal cardinale Maurizio di Savoia. Ieri per la prima volta, in occasione delle Olimpiadi, era possibile accedere agli interni per vedere le parti appena restaurate a cura della Soprintendenza con la direzione di Cristina Mossetti (i lavori sono stati progettati a partire dal '95, con una previsione di spesa, che verrà rispettata, di 40 miliardi di lire). Si entra nel salone centrale affrescato, si prosegue nei corridoi laterali che immettono negli Appartamenti del Re e della Regina e nei Gabinetti cinesi. Dalle finestre si vede il giardino, ancora con i resti dell'ultima nevicata, e le vasche in cui tornerà a scorrere l'acqua. «È stato un lavoro molto complesso, ma siamo a buon punto. Dovevamo aprire già all'inizio di quest'anno, abbiamo dovuto rimandare alla primavera per alcuni problemi che restano da risolvere» diceva Mossetti, che ieri era presente per fare da «padrona di casa». Illustrava i lavori: nell'anticamera dell'Appartamento della Regina erano ancora ben visibili i danni dei bombardamenti dell'ultima guerra, nella Stanza delle Ventagline si è dovuto fare i conti con i rifacimenti degli anni 50, nella cappella è stata individuata la traccia dell'altare, che però non c'è più. «Abbiamo recuperato i dipinti e le sovrapporte che si trovavano provvisoriamente a Palazzo Carignano, alcuni arredi sono invece finiti al Quirinale e verranno ricostruiti virtualmente». Con la primavera cominceranno anche le visite al giardino, è in corso inoltre una trattativa con il Comune per aprire alle passeggiate del pubblico anche il bosco confinante con Villa Genero. A marzo verrà piantatala vite nell'antica vigna, la prima vendemmia è prevista fra tre anni. Gli ambienti de lprimo piano ospiteranno l'Istituto del Catalogo dei beni culturali del Piemonte. All'uscita i commenti erano generosi: «L'importante è trovare una destinazione a questo gioiello, farlo vivere» diceva Enrico Ponza, imprenditore in visita con la moglie. «Non ero mai entrato nella villa, anche se abito vicino: è splendida. Spero che questo diventi un luogo vissuto dai torinesi» aggiungeva Massimo Sopetti, pensionato. «È giusto fare vedere queste belle cose a tanti, ne abbiamo tutti bisogno» commentava un'entusiasta Bruna Nicastri. Le visite proseguono oggi dalle 9.45 alle 13.45 e nei prossimi gior- j ni fino al 25 febbraio (prenotazio nialloOll5641778).