In realtà l'atto di vandalismo risale al 2005: furono colpite le teste di due delfini L'assessore Borgna in serata, ha smentito: i due pezzi sono nei laboratori comunali Sul posto, dopo una chiamata al 113, è intervenuta una pattuglia a cavallo L'opera È la copia di una scultura realizzata da Gian Lorenzo Bernini su ordinazione di Innocenzo X I precedenti Nel '99, nella stessa villa, fu sfregiata la statua del Nilo. La testa della scultura fu rubata "Un altro furto d'arte a Villa Pamphili". La notizia è arrivata al 113 ieri mattina e sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia a cavallo. Due teste di pesce della Fontana della Lumaca risultavano amputate di netto e una terza gravemente danneggiata. Ma quello che sembrava l'ennesimo scempio al patrimonio artistico capitolino si è rivelato, in serata, un clamoroso falso allarme. E' stato l'assessore alla cultura Gianni Borgna a gettare acqua su] fuoco: «Con estremo stupore ho visto che è stata data la notizia di un nuovo danneggiamento ad una delle fontane artistiche di Villa Pamphili -ha spiegato Borgna - Le teste dei due delfini della Fontana delle Lumache sono da tempo nei nostri laboratori di restauro dopo essere state recuperate dai carabinieri del Comando tutela patrimonio artistico. Va anche detto che si tratta per altro di copie, in quanto gli originali sono, per giusta precauzione, da tempo conservati nella storica galleria Doria di via del Corso. E' sempre bene tenere alta la guardia, ma si da il caso che, stavolta, il danneggiamento non è avvenuto affatto». La Fontana della Lumaca fu presa di mira dai ladri, in realtà, nel marzo del 2005. Si tratta della copia di un'opera realizzata dal Bernini su ordinazione di Innocenzo X. L'originale, in travertino, è conservato all'interno della galleria Doria Pamphili per preservare il marmo dalle ingiurie del tempo. L'opera, inizialmente, era destinata a piazza Navona ma successivamente risultò troppo piccola rispetto allo spazio dove doveva essere collegata e il Papa la regalò alla cugina Olimpia, che la sistemò nei giardini della Villa Vecchia. Per valorizzarla, Alessandro Algardi la collocò al centro di una grande aiuola quadrata, partita da una croce, in asse con il Casino del Bel Respiro. L'allarme è stato lanciato ieri mattina da un uomo che, durante una passeggiata nel parco, si è accorto dello sfregio. Il marmo spezzato era bianchissimo e il danno, a prima vista, sembrava molto recente. L'uomo ha chiamato il 113 e la questura ha inviato sul posto la "CC31": si tratta di una della pattuglie a cavallo a cui è affidato il controllo della villa. Gli agenti, smontati dalle cavalcature, non hanno potuto far altro che costatare l'asportazione dei due grossi blocchi marmorei. Sul posto, nel pomeriggio, sono intervenuti anche i carabinieri. Sei anni fa, nel novembre del 1999, nel pieno dei lavori di restauro, un gruppo di teppisti sfregiò un'opera dell'Algardi, la statua che raffigura il Nilo. La scultura fu scheggiata e rovinata a sassate o a colpi di mazza e la testa spari nel nulla.
"Villa Pamphili, fontana sfregiata" falso allarme, opere in restauro
L'assessore alla cultura Gianni Borgna ha smentito un allarme di vandalismo alla Fontana della Lumaca di Villa Pamphili. I due pezzi di marmo che erano stati amputati furono in realtà recuperati dai carabinieri del Comando tutela patrimonio artistico e sono nei laboratori comunali. La scultura è una copia di un'opera di Gian Lorenzo Bernini su ordinazione di Innocenzo X. Nel 1999, un gruppo di teppisti aveva danneggiato una statua dell'Algardi, la statua del Nilo, e nel 2005, la Fontana della Lumaca fu presa di mira dai ladri. L'allarme è stato lanciato ieri mattina da un uomo che aveva notato lo sfregio.
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