Napoli si candida, e incassa la promozione dell'Unesco, come sede di un osservatorio permanente sui centri storici delle città d'Europa e dei paesi del Mediterraneo. A suggellare il profilo di una leadership partenopea in materia, sarà l'edizione 2006 del World Habitat Day, evento Onu (promosso da Unihabitat), in programma il prossimo 2 ottobre. L'annnuncio è del direttore della Cultura dell'Unesco Mounir Bouchenaki, a Napoli per la prima edizione di Rhuf: il convegno dedicato al tema della 'Rivitalizzazione dei tessuti storici urbani' - ieri e oggi l Castel Dell'Ovo - che fornisce l'occasione per un confronto fra le esperienze maturate in tredici città dell'area europea e mediterranea nel campo del restauro e della riqualificazione urbana. E Bouchenaki - che oggi sarà a Salerno per lanciare un progetto di tutela del 'patrimonio intangibile' della costiera amalfitana, (su iniziativa del Centro europeo per i beni culturali) - spiega che, dagli anni '80 in poi, la logica della conservazione degli edifici e dei monumenti storici è stata superata. "Il filo rosso che stringe il destino delle pietre a quello degli uomini è la chiave utilizzata per spiegare come oggi non sia sufficiente conservare gli edifici di valore: occorre piuttosto rivitalizzarli, riqualificando interi quartieri, con effetti sull'economia e sulla società di un luogo". E la sinergia fra pubblico e privato è già un fatto nelle città a confronto al Rhuf. Sono Marsiglia, Dublino, Santiago De Campostela, Lisbona, Leicester, Vilnius, Avana, Tunisi, Cairo. Tianjin, Vladivostok, Amman. Sul fronte urbanistico va segnalata la nascita di una task force interistituzionale per velocizzare i processi decisionali. L'iniziativa è stata promossa dal Presidente della Commissione regionale Urbanistica Pasquale Sommese.