PUR se scongiurata l'ipotesi di un danneggiamento per la seconda volta sulla stessa fontana, l'archivio degli atti vandalici a Roma resta purtroppo ugualmente cospicuo. Negli ultimi anni, forse per la noia delle nuove generazioni, forse perché gente come Piero C. ha guadagnato notorietà con gesti simili, i danneggiamenti alle opere d'arte sembrano essersi moltiplicati. Per non turbare i sonni dei romani, almeno di quelli che hanno più a cuore l'arte e la storia della propria città, ricorderemo solo quelli più eclatanti. Come detto solo pochi mesi fa la stessa Fontana della Lumaca aveva subito un identico raid vandalico, sempre sulla copia della scultura custodita per fortuna altrove. Non era una copia, invece, la coda del mostro marino divelta dai vandali tuffatori di piazza Navona ormai quasi dieci anni fa. Chi non li ricorda? Erano lì per una festa indetta da Ilona Staller, alias Cicciolina: i fans però, invece di osservare le curve della pornostar, usarono come trampolino la coda del mostro marino della Fontana dei Quattro Fiumi. Più recenti i danneggiamenti della Fontana delle Tartarughe di Villa Borghese, e le statue del Pincio, decapitate. Al Gianicolo poi, i busti vennero addirittura smontati, poi recuperati dai carabinieri, per finire con la rottura della prua della Navicella del Celio, distrutta nel settembre scorso, proprio quando, ironia della sorte, il già citato sfregiatore Piero C. veniva avvistato a Roma, e denunciato per molestie su una giornalista. E.D.G.