Si è tenuto ieri mattina un incontro tra il governatore e l'assessora Barbanente Vendola: le variazioni non possono essere fatte in corso d'opera BARI «Ho letto che ci sarebbe una controrelazione, non si sa bene firmata da chi, a quella consegnata dagli esperti che hanno eseguito una perizia sul progetto di ricostruzione del Petruzzelli. E che in questa controrelazione si afferma che i tecnici non avrebbero lavorato sul progetto esecutivo. Io lo escludo, visto che è stata la Fondazione a richiedere la documentazione alla Sovrintendenza. Se ci sono state consegnate carte altre, rispetto a quelle ufficiali, potrebbe scattare una denuncia alla Corte dei Conti per averci fatto perdere tempo e danaro». L'assessore regionale alle Attività culturali, Silvia Godelli, mette i puntini sulle i, prima della riunione del cda della Fondazione, mercoledì prossimo alla quale interverranno anche i progettisti. «Per altro nessuno ha mai pensato di abbattere la cupola, ma solo di creare una pannellatura interna per attutire l'effetto dei rumori dall'esterno». La posizione della regione in merito alla ricostruzione, specie dopo l'incontro tecnico che si è tenuto ieri mattina fra il presidente Vendola e l'assessore all'Urbanistica, Angela Barbanente, è chiara: se prima non sarano apportate modifiche al progetto, seguendo le indicazioni degli esperti incaricati dalla Fondazione - Cova e Reinhold - non verrà versato nemmeno un centesimo della quota regionale. E' lo stesso presidente Vendola a chiarire come stanno le cose: «Acquisiamo come elemento positivo il fatto che nell'accordo romano, intercorso fra il ministero e il presidente della Fondazione, sia stata posta, come elemento centrale, la necessità di rimodulare il progetto per la ricostruzione, a con-ferma delle esigenze da noi indicate sin dallo scorso mese di giugno». E pertanto, «siamo pronti ad erogare le somme previste a carico della Regione -continua - non appena il progetto di ricostruzione sarà stato ridefinito. Auspichiamo che la rimodulazione del progetto, intesa a risolvere i problemi di austica, di tecnologia scenica e di ampliamento della fossa dell'orchestra, avvenga in tempi più radipi possibili. Noi renderemo disponibili le somme immediatamente dopo che questa esigenza sarà soddisfatta». L'incontro, ieri mattina, con l'assessore Barbanente è servito a fare luce soprattutto su un aspetto tecnico riguardo alla possibilità di effettuare migliorie in corso d'opera. La legge n. 109 dell'll febbraio del '94 sui Lavori pubblici -ha spiegato l'assessore a Ven-dola - prevede che le modifiche non possano superare il 5 dell'importo dell'appalto. «E poiché noi - ha chiarito Vendola - non possiamo sapere quale sarà il costo definitivo complessivo, fintanto che il progetto non sarà stato rimodulato, è evidente che per procedere all'appalto non si può che partire da un progetto messo a punto in via definitiva». Inoltre, continua, «le rimodulazioni fatte, in corso d'opera, rischierebbero di farci fare il lavoro due volte, magari intervenendo su parti già completate». Senza contare, spiega ancora Vendola, «che nell'accordo, è il ministero stesso che giudica indispensabili le modifiche e per ben tre volte. E noi prendiamo alla lettera l'intesa». Nell'accordo firmato a Roma, infatti, si mette l'accento sull'urgenza di riprendere i lavori di ricostruzione, utilizzando fondi pubblici «anche attraverso una condivisa rimo-dulazione della progettazione per migliorare la funzionalità e le dotazioni del teatro». E ancora in un altro punto: «...individuando le migliorie ritenute necessarie tenuto conto del budget complessivo attualmente a disposizione e contemperando anche la possibilità di eventuali altre risorse dei soci fondatori». Secondo la Regione per rimettere a punto il progetto, se si lavora di buona lena, potrebbero essere impiegati un mese, un mese e mezzo al massimo e immediatamente dopo si potrà procedere all'appalto. Intanto, dopo le critiche di An, piovute sul sindaco Emiliano scende in campo in suo favore il capogruppo regionale dell'Udc, Angelo Cera: «Emiliano ha fatto bene a mettere al primo posto l'interesse della città e dei baresi». Altrettanto merito, per Cera, va dato al ministro pugliese Buttiglione.