La proposta è chiara, diretta, e non potrà che essere seguita dai fatti poiché viene da una fonte autorevole come la più alta carica dello Stato. È quella di aprire almeno una biblioteca in ogni comune, fino ai più piccoli e sperduti d'Italia. A lanciarla è stato ieri mattina il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Quirinale, in occasione dell'apertura della quinta «Settimana dei beni culturali», prendendo spunto dalla nascita di sempre nuovi musei e siti culturali. «L'Italia è il paese - ha detto degli 8 mila comuni, ma è anche diventato il paese dei 4.144 musei. Dovrebbe essere anche l'Italia delle ottomila biblioteche», ha sottolineato, salutando con soddisfazione alcune iniziative dei piccoli comuni per aprire nuove biblioteche. Nel nostro Paese, ha ricordato il presidente Ciampi, oltre ai 4.144 musei ci sono anche seimila siti archeologici, 367 aree archeologiche statali, 85 mila chiese soggette a tutela, oltre 40 mila dimore storiche censite e «in questi giorni vediamo che i nostri musei sono affollatissimi, che le iniziative di istituzioni dello Stato, di enti locali, di associazioni private per aprire cortili, monumenti, portoni, dimore e castelli, ci indica la strada da percorrere per un successo che avvantaggia anche il nostro turismo e gli conferisce caratteri peculiari. Le Regioni possono dare un contributo straordinario sostenendo queste iniziative e al tempo stesso beneficiandone». «Vi sono alcuni settori - ha sottolineato - nei quali sappiamo di poter fare di più e dobbiamo farlo. L'Italia degli ottomila comuni dovrebbe essere anche l'Italia dele ottomila biblioteche, luoghi che i giovani si abituino a frequentare con spontanea consuetudine. Vi sono già molte iniziative a favore dei piccoli comuni che vedo con favore. In esso dovrebbe sempre trovare spazio la difesa o la nascita di una istituzione, la biblioteca appunto, che può rappresentare un presidio per la lettura e una espressione forte di qualità della vita». Sulla ritualità hanno prevalso la commozione e il rilievo positivo espresso sui molti saperi italiani in tutta la mattina di ieri al Quirinale, durante la quale il presidente Ciampi ha anche premiato i benemeriti della cultura e dell'arte, alla presenza del ministro Urbani. Grandi assenti sono stati Roberto Benigni, «impedito ad essere con noi da motivi familiari», come ha detto lo stesso Ciampi, e Franco Zeffirelli, all'estero per motivi professionali. Con voce commossa, ha ricordato Alberto Sordi («ci ha divertito, ma ridendo ci ha aiutato a non dimenticare la nostra storia»), poi ha chiamato i premiati di quest'anno: dal musicista Franco Battiato all'architetto Leonardo Benevolo, dal sociologo Francesco Alberoni all'ambasciatore Bruno Bottai, presidente della «Dante Alighieri», alla scrittrice Susanna Tamaro. E ancora, tra i premiati cui Ciampi ha consegnato il diploma di prima classe con medaglia d'oro ci sono lo storico della scienza Paolo Galluzzi, il pittore Ezio Gribaudo, il latinista Enrico Menestò, il presidente dell'Accademia Lancisiana di Roma Alessandro Perrone, il soprano Katia Ricciarelli, lo storico Giuseppe Talamo, lo storico dell'arte Bruno Toscano. Mentre le onorificenze di grand'ufficiale sono andate a Nilla Pizzi e a Giampaolo Pansa. La giornata dedicata alla cultura da Carlo Azeglio Ciampi si è conclusa con la visita a Milano, dove il presidente ha visitato a Palazzo Reale la mostra «Amedeo Modigliani l'angelo dal volto severo».