Il «Giovinetto di Mozia» non ha pace, è sempre in giro per il mondo. È stato scoperto nel 1979: è una statua di marmo bianco, di rara bellezza, che rappresenta un giovane ricoperto da una tunica. È una scultura greca che rappresenta un auriga alto un metro e novanta, datata V secolo a. C. ed è esposto al museo Withaker dell'isola di Mozia. Se non ricordo male ha iniziato i sui viaggi con l' America, poi ha fatto tappa in Grecia, a Venezia per la mostra sui Fenici, in Giappone eccetera. Possiamo coniare un nuovo detto: se la montagna non va dal Giovinetto di Mozia, il Giovinetto di Mozia va alla montagna. Come dire: se il turista non viene a Marsala, il pezzo più pregiato dell'archeologia di Marsala va dai turisti... Domenica 5 febbraio, caricato su un furgone, è partito da Marsala con destinazione Olimpiade invernale di Torino. Spero che questo sia il suo ultimo viaggio. I viaggi delle opere d'arte, oltretutto, sono pure pieni di rischi: per legge i viaggi di beni culturali unici, da trasmettere alle generazioni future, dovrebbero essere vietati. Qui da noi è arrivata la statuina della Madonna di Fatima: non era l'originale ma una copia in gesso. Pertanto, si pubblicizzino pure le nostre opere, con poster e magari con copie in gesso; gli originali di estremo valore i turisti li debbono vedere a Marsala o nei luoghi di origine. O no?