Il 14 torna alla città un altro pezzo del «Nigri». Il contributo di Lions e Fondazione «Ceci» C'è anche la Tomba dei Cavalieri. Grazie ai privati, esposti reperti mai visti Il Museo «Nigri» ritrova il Lapidario. L'inaugurazione è fissata martedì 14 (ore 17,30), quando verrà inaugurata dal sindaco Orazio Ciliberti anche la sala Arpi, «La Gorgone Bella». In questa sala troveranno posto la Tomba dei Cavalieri e l'ipogeo della Medusa. Dopo la riapertura, a fine anno, della Pinacoteca, della sezione Etnografica e di quella archeologica dedicata a Marina Mazzei, ecco il nuovo allestimento. In esso troveranno posto vari reperti, molti dei quali mai esposti. E per questa occasione c'è anche il contributo dei partner privati. Alla sala a carattere archeologico hanno partecipato i Lions Club Arpi, mentre l'intero allestimento del Lapidario è stato finanziato dalla Fondazione Banca del Monte ?Siniscalco Ceci?. Tutti gli ambienti sono collocati a piano terra. La sala «La Gorgone Bella» è un omaggio alle importanti testimonianze rappresentate dalle tombe monumentali di Arpi. Sono dunque presentate la tomba dei Cavalieri (IV secolo a.C.), con le pregevoli pareti dipinte e il più noto Ipogeo della Medusa (III-II secolo a.C), di cui viene riproposta la tipologia architettonica. Il lapidario medievale e moderno comprende opere marmoree e in pietra dal VI al XIX secolo: da segnalare un pluteo con croce entro il clipeo (VI secolo), un archivolto frammentario (fine XII-inizi XIII secolo), un capitello di età federiciana, due statue marmoree raffiguranti San Paolo e San Matteo (seconda metà del XIII secolo), una testina coronata duecentesca. Al periodo barocco risalgono invece alcuni elementi decorativi provenienti da edifici distrutti durante il Secondo Conflitto Mondiale. Di particolare interesse uno stemma della città di Foggia riportante un' antica iconografia dell'arme civica e due statue in pietra raffiguranti san Michele Arcangelo. A latere della presentazione ufficiale, alle 16,30 incontro con l'assessore Potito Salatto, con il presidente della Fondazione Siniscalco Ceci Francesco Andretta e gli operatori del Museo e della Soprintendenza Archeologica.