Pompei. Il governo taglia le risorse degli scavi, la Uil chiede un confronto diretto. E suona come un ultimatum la data del 27 febbraio quando i lavoratori hanno invitato il ministro Buttiglione e il viceministro Martusciello, oltre che il governatore Bassolino, il sovrintendente Guzzo e il city manager Crimaco a un faccia a faccia sul futuro degli scavi. «Pompei non spende i settantacinque milioni di euro che ci sono in cassa e il Governo annuncia che se ne prenderà una fetta», dice Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil, che domanda: «Perché a Pompei e non alle altre soprintendenze che hanno decine e decine di milioni di euro da spendere e non lo fanno?». «È uno scandalo», afferma il sindaco Claudio D'Alessio: «Mi auguro che prevalga il buon senso e che l'intervento dell'assessore Di Lello, con il quale stiamo realizzando importanti opere pubbliche nella città moderna, faccia cambiare idea al ministro Buttiglione. Gli scavi di Pompei, patrimonio Mondiale dell'Unesco, necessitano di maggiore cura e più ingenti finanziamenti». Il sindacalista, intanto, durante la conferenza stampa fa esempi chiari: «La soprintendenza di Torino - dice - ha in cassa sessantaquattro milioni di euro; Firenze ne ha quarantatré milioni; Napoli trentasette milioni; Venezia ventisei milioni. L'elenco è lunghissimo di poli museali e siti archeologici ricchi di fondi non spesi. Perché si vuole penalizzare Pompei? Il ministro Rocco Bottiglione ha forse bisogno di un finanziamento per la campagna elettorale?». Per il rilancio di Pompei, la Uil ha organizzato, il 27 febbraio, una giornata di mobilitazione affinchè «Buttiglione di non dia seguito al taglio dei trenta milioni di euro, ma possa dotare da subito la soprintendenza di Pompei di tecnici, archeologici, architetti, storici e capi tecnici che in pochissimo tempo realizzino progetti immediatamente cantierabili per realizzare tutti i lavori necessari a spendere i settanta cinque milioni di euro. Oltre a provvedere, anche, all'incremento del personale di vigilanza, oggi sotto organico per quasi cinquecento unità». Inoltre, ha aggiunto Cerasoli, «voglio augurarmi che alla manifestazione richiesta dai lavoratori partecipino il ministro Rocco Buttiglione, il viceministro Antonio Martusciello, il governatore Antonio Bassolino, il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, nonché il soprintendente Guzzo e il city manager Crimaco». Mentre la Uil sospende il calendario delle assemblee, la Cisl, intanto, annuncia l'agitazione del personale per la nuova riorganizzazione del lavoro disposta dal soprintendente Guzzo. «La Cisl - spiega il segretario generale Lorenzo Medici - esprime il proprio dissenso nei confronti del soprintendente Guzzo che, attraverso delibere del consiglio di amministrazione, arbitrariamente sconvolgeva la riorganizzazione del lavoro e dei servizi sottoscritta nel settembre del 2001. Tali competenze, per legge, spettano al direttore amministrativo. Ritenuto che la gestione di questi ruoli è tenuta in modo irregolare e il perdurare di questa situazione renderebbe la soprintendenza di Pompei anarchica anziché autonoma proclamiamo lo stato di agitazione del personale». Nel caso in cui il soprintendente non farà un passo indietro sulle posizioni assunte, la Cisl annuncia la messa in campo di tutte le forme di lotta consentite, senza tralasciare l'adozione delle vie legali nell'interesse dei lavoratori e dello stesso sito archeologico.