Molti a Milano sanno che esiste una "Raccolta Bertarelli" di stampe e fotografie. Appena entrati nel grande cortile del Castello.a sinistra... Pochi però sanno davvero cos'è e soprattutto cosa potrebbe diventare: una delle più importanti raccolte europee di arti visive; archivio e possibile centrale formativa per i tanti mestieri dell'immagine che oggi animano la ricchezza e l'identità della nostra città. Il suo simbolo, oggi, è la grande mappa settecentesca di Milano, da poco esposta nella sala di consultazione, ricca di strade, basiliche, luoghi di culto, osterie, palazzi e giardini nobiliari, teatri. Ma la raccolta, dalle sue stampe acquerellate allo sterminato e straordinario giacimento fotografico, non è solo illustrazione di strade e case, storia della metamorfosi urbana, delle fabbriche, del lavoro. Sembra piuttosto un immenso magazzino di tutto ciò che può esser disegnato. I mestieri, i giochi da tavolo, le devozioni (santi, miracoli, ex voto), gli abiti, i tessuti, le decorazioni, i disegni di architettura, i manifesti della pubblicità, e i volti, visi di protagonisti e di comprimari. E poi ancora, i menu dei ristoranti, i programmi dei grandi ricevimenti pubblici per tutto l'Ottocento, i disegni delle carte da parati (ancora oggi continuamente ripresi), fino alle carte da regalo e agli imballi, per arrivare alla rara collezione delle cartine stampate con cui si avvolgevano le arance. Ma anche così, anche lasciandosi sorprendere da questa sovrabbondanza, si rischia di non cogliere il segreto di questa collezione. Perché Bertarelli non è solo Milano. Custodisce vedute di tutta Italia, serie infinite di stampe popolari che portano la densità e la virulenza della cultura carnevalesca. Le età della vita, le follie e i mondi al contrario, passioni, virtù, peccati, scene da matrimoni. Erbolari e disegni scientifici. Anamorfosi (teste che si trasformano), grilli e mostri, fisiognomiche. I volti dei grandi della storia da Annibale a Goffredo di Buglione. E poi i grandi maestri: Duerer, Altdorfer, Mantegna, Bellotto, Mitelli, per arrivare ai moderni. E' più di un archivio. E' un progetto panottico, è il sogno di poter vedere tutto nello stesso tempo, di accompagnare il Tutto attraverso le immagini, per sovrabbondanza, con un pantagruelico appetito che digerisce tutta la vita, tutti i tempi, in una simultaneità che dialoga con l'anima profonda e collettiva della gente. Con visioni e saperi che transitano per tempi ed epoche, dall'Italia rinascimentale alla Russia Sovietica, senza mutare, poi, di tanto. E' un'esperienza speciale. Sono milioni di immagini. E' un'opera viva, per l'interesse e la passione dei bravi curatori, ma è soprattutto un'opera collettiva che dovrebbe vivere nel rapporto con la collettività. Non basta sapere che c'è. E nemmeno usarla di tanto in tanto. Dovrebbe, potrebbe, essere il polmone di un progetto formativo degno di tanta ricchezza, nel quale congiungere l'educazione alla creatività nelle arti visive, con l'immenso patrimonio che tali arti hanno elaborato nel passato europeo. Un tempo esisteva una scuola che tentava questa via; oggi? Esiste ancora un progetto? Esiste una volontà? La miniera è lì, appena entrati nel cortile del Castello da Piazza Cairoti, a sinistra; è facile da trovare, ma, per molti, è ancora segreta.
Una ricchezza sconosciuta
La "Raccolta Bertarelli" di stampe e fotografie è una collezione importante di arti visive e archivio che custodisce oltre 1 milione di immagini. La raccolta comprende stampe acquerellate, fotografie, disegni di architettura, manifesti di pubblicità, menu dei ristoranti e cartine stampate con cui si avvolgevano le arance. La collezione non è solo illustrazione di strade e case, ma un immenso magazzino di tutto ciò che può esser disegnato. La raccolta custodisce anche vedute di tutta Italia, serie infinite di stampe popolari e disegni scientifici.
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Luogo