Ieri la firma fra Provincia, enti locali e Soprintendenza. Prossimo passo, reperire i fondi per dare il via ai lavori Siglata l'intesa per recuperare importanti edifici del territorio CREMONA Firmato ieri il protocollo d'intesa tra Provincia, enti locali e Soprintendenza per i Beni Architettonici di Brescia, Cremona e Mantova, per messa in sicurezza, conservazione e restauro di alcuni complessi monumentali di pregio. Il patto riguarderà Villa Obizza a Bottaiano di Ricengo, Podere Molino a Spinadesco, l'ex convento di S. Monica di Cremona, la sinagoga di Ostiano, Villa Zanetti a Solarolo Rainerio, Villa Medici a S. Giovanni , Lazzareto di Stagno e gli edifici della piazza a Isola Dovarese. A presentare l'importante 'tavolo territoriale', ufficializzato ieri con le firme delle autorità, sono stati il presidente della Provincia Giuseppe Torchio, il suo vice Agostino Alloni, il direttore della Soprintendenza Luca Rinaldi e il sindaco di Cremona Giancarlo Corada. Insieme a loro gli amministratori di Ricengo, Spinadesco, Ostiano, Solarolo Rainerio, S. Giovanni in Croce, Stagno Lombardo e Isola Dovarese. Il patto si propone come scopo quello di coordinare le azioni di tutela e valorizzazione delle situazioni critiche presenti nel territorio attraverso interventi tempestivi. Sarà la Soprintendenza a dare le linee guida utili per la conservazione e per il recupero degli immobili.«Per la prima volta raggiungiamo un accordo strategico per la tutela del patrimonio ha premesso Alloni , a questo punto potranno entrare in gioco altri soggetti». Anche Torchio ha esteso l'appello a «chi ancora non ha sentito il dovere di partecipare a questa iniziativa». Corada, dopo aver elogiato il patto, ha posto l'attenzione sull'ex convento S. Monica di Cremona (caserma Goito), uno dei beni inseriti nel protocollo: «Sarà il punto di partenza di un complessivo recupero degli ex monasteri della città». La parola è passata poi a Rinaldi, che ha sottolineato come l'importante idea sia 'fuori dalla norma' vista e considerata la scarsità dei fondi riservati al recupero dei beni architettonici: «Proprio per questo sarà fondamentale che questo unico grande organismo che costituiamo oggi si occupi anche del reperimento dei fondi necessari per le operazioni concrete». Con il tavolo collaboreranno anche alcuni privati proprietari degli immobili, come l'Istituto Ospedaliero di Sospiro, titolare del Podere Molino di Spinadesco. «L'Istituto è disposto a concederlo in comodato d'uso a condizione che si individuino soggetti che si impegnino nel restauro» ha spiegato Alloni. Fra le priorità-emergenze del patto spiccano Villa Obiza e la sinagoga di Ostiano, considerate tali per le pessime condizioni in cui si trovano.
CREMONA - Le 'otto meraviglie' da salvare
Ieri, la Provincia, enti locali e la Soprintendenza hanno firmato un protocollo d'intesa per la tutela, conservazione e restauro di alcuni edifici monumentali del territorio cremonese. Il patto riguarda 11 immobili, tra cui Villa Obizza, Podere Molino, ex convento di S. Monica e sinagoga di Ostiano. La Soprintendenza sarà responsabile della coordinazione delle azioni di tutela e valorizzazione, mentre la Provincia e gli enti locali contribuiranno con fondi e risorse. Il patto si propone come un passo importante per la tutela del patrimonio cremonese e per la valorizzazione degli immobili. La Soprintendenza sarà anche responsabile del reperimento dei fondi necessari per le operazioni concrete.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo