Il sindaco Adriana Poli ha inviato una lettera a Marcello Guaitoli, preside della facoltà di Beni culturali, ripercorrendo le tappe della vicenda E l'assessore Bianco ribadisce: «Si tratta solo di un polverone» «Ecco il percorso compiuto negli anni sul parco archeologico di Rudiae». Il sindaco Adriana Poli Bortone, a seguito della presa di posizione del Consiglio di facoltà di Beni culturali dell'Università di Lecce, ha inviato una lettera al preside della facoltà Marcello Guaitoli, nella quale sono contenute alcune chiarificazioni sull'argomento. «Al di là del legittimo interesse da parte della facoltà - scrive il primo cittadino - c'è da dire che si è svolto nel tempo tutto un iter - anche con procedure di evidenza pubblica - che ha visto all'opera l'Università di Lecce, del tutto assente pur nel momento in cui avrebbe potuto presentare le sue osservazioni al Piano regolatore generale, adottato nel 1983 ed approvato definitivamente solo nel 1989». Alla lettera sono allegate una nota dell'architetto Patrizia Erroi (dalla quale si evince anche la proficua collaborazione posta in essere dall'amministrazione comunale con il professor D'Andria) ed una della Soprintendenza ai Beni archeologici della Puglia in merito al comparto 41. «Ciò spiega il sindaco -al fine di mettere anche l'Università nelle condizioni di aver chiaro il percorso fatto dalle diverse amministrazioni comunali». Sulla questione, intanto, ci sarà un vertice il prossimo 18 febbraio con D'Andria, Guaitoli ed il soprintendente Andreassi. Sulla questione, nei giorni scorsi, si era espresso anche il Consiglio di facoltà di Lettere e filosofia, che aveva condannato le prospettive di cementificazione attorno all'area archeologica di Rudiae. Nella mozione votata si esprimeva sconcerto di fronte alla notizia relativa agli interventi in atto, chiedendosi perchè «nonostante la messe di conoscenze disponibili su Rudiae, si sia arrivati a definire edificabile una zona che avrebbe dovuto essere oggetto di azioni volte invece alla tutela e alla valorizzazione». L'assessore Salvatore Bianco, proprietario del comparto 41, ha invece spiegato che è fermo da circa un anno e mezzo, impedito dalla Soprintendenza di Taranto a proseguire i lavori di realizzazione di oltre 160 unità immobiliari, «per consentire ad archeologi e responsabili della Soprintendenza stessa di effettuare le indagini alla ricerca di quei "tesori" che starebbero per essere distrutti o addirittura già distrutti dalle opere in corso». Secondo Bianco tali affermazioni, estremamente lesive, hanno peraltro creato notevole difficoltà alla credibilità e alla gestione dell'impresa, «con gravi danni morali e materiali, per cui oggi diventa impossibile la commercializzazione degli immobili». Si tratterebbe, dunque, solo di «un polverone di inaudita e inopportuna devastazione, che sicuramente dovrà trovare risoluzione nelle aule giudiziarie».
Parco archeologico di Rudiae, ecco la verità
Il sindaco di Lecce, Adriana Poli, ha inviato una lettera al preside della facoltà di Beni culturali, Marcello Guaitoli, per chiarire le tappe della vicenda E. Il sindaco ha menzionato l'iter compiuto negli anni sul parco archeologico di Rudiae, che ha visto l'Università di Lecce coinvolta. Il Consiglio di facoltà di Lettere e filosofia ha condannato le prospettive di cementificazione attorno all'area archeologica, chiedendo perché non si sia tutelata e valorizzata.
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