GUBBIO - Aspetta con fiducia Gubbio che la Festa dei Ceri venga inserita nel patrimonio immateriale dell'Unesco. Il riconoscimento viene dato per vicino dal parlamentare Giuseppe Giulietti, che ha fatto sapere come nell'ultima seduta della Commissione cultura del ministero sia stata votata all'unanimità la nuova normativa legata ai siti dell'Unesco in Italia. In quella sede si è parlato anche della richiesta di Gubbio. C'è piena intesa, l'ufficio ministeriale sta lavorando alla lista e Gubbio risulta essere in cima alla lista: questo ha riferito Giulietti al sindaco Orfeo Goracci. Notizie buone sono venute anche dal consigliere comunale Gianfrancesco Chiocci di An che ha promosso la richiesta eugubina. Sulla vicenda c'è un impegno del sottosegretario ai beni culturali, Nicola Bono, che il 15 maggio scorso ha seguito la festa rimanendone entusiasta. E' di buon auspicio lo spazio che dedica alla città la rivista "Siti", il trimestrale di attualità e politica culturale dell'associazione "Città italiane Patrimonio Mondiale Unesco". Si tratta di quattro pagine corredate da suggestive foto, dal titolo "I Ceri, luce poetica di Gubbio". Lo speciale apre una serie dedicata al "patrimonio immateriale", cioè ai riti, tradizioni e cerimonie. «Questa pubblicazione - dice Goracci - è un segno di forte attenzione. Ad oggi, nell'elenco dei 90 beni immateriali stilato dal 2001, gli unici italiani sono l'Opera dei Pupi siciliani e il Canto a tenore dei pastori sardi».