Un'alleanza bipartisan salverà i libri? Un partito trasversale s'impegnerà a promuovere la lettura nel paese dei non lettori? Difficile credere che non si tratti di un sogno, soprattutto alla vigilia dell'apertura ufficiale di un'aspra campagna elettorale. Difficile pensare che possa avvenire negli ultimi bagliori di un governo che ha tagliato i fondi alla cultura. Eppure accade che, in un giorno di fine legislatura, il ministro dei beni culturali Rocco Buttigliene, annunci la nascita dell'Istituto per il libro, materializzando così - almeno nelle intenzioni un'idea che circolava da tanto tempo senza mai concretizzarsi. Un'idea ispirata ad analoghe esperienze europee, a cominciare dal Centre national du livre, l'organismo che da sessant'anni coordina le politiche francesi in materia. Accade pure che alla conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa partecipi, in rappresentanza della conferenza delle regioni, il governatore dell'Abruzzo, Ottaviano del Turco. E che i due propongano appunto «un'alleanza trasversale a favore del libro», che colleglli in un'attenta regia stato centrale con regioni, province, comuni e, naturalmente, tutta la filiera del libro (autori, traduttori, editori, distributori, librai, lettori). L'Istituto per il libro ha infatti fra le sue numerose funzioni quella di contribuire alla promozione del libro attraverso la realizzazione di mostre in Italia e all'estero e la partecipazione a saloni e fiere; di progetti per le scuole; di attività di documentazione e di ricerca; di premi per la promozione della lettura e per la traduzione; di programmi editoriali tematici; di contributi a favore dell'innovazione tec.nologica delle imprese editoriali per i non vedenti. Si tratta per ora solo della prima pietra di una riforma più ampia che dovrà svilupparsi nel tempo. Spetterà al prossimo governo provvedere a Finanziarie più generose e attente alla funzione del libro. Per il momento, infatti, non ci sono nuove risorse, e quindi non sono possibili aiuti, per esempio alla piccola e media editoria. Comunque è un primo passo. Un segnale di attenzione. E forse non è un caso che l'iniziativa decolli in un momento in cui i dati dell'editoria sono buoni e in cui si registra un crescente successo di fiere librarie e programmi per la diffusione della lettura nelle scuole. L'istituto nasce poi nell'anno di "Torino capitale mondiale del libro con Roma": manifestazione alla quale esso darà un contributo significativo, partecipando soprattutto al Grand Re-Tour che ripercorrerà, dal sud al nord, firinerario tradizionale dei viaggiatori europei dei secoli passati, toccando numerose città d'arte italiane per poi concludersi a Weimar, patria di Goethe. In definitiva, come osserva Giuliano Vigini, massimo esperto italiano di editoria, «finalmente, una buona notizia per il libro».
Anche in Italia l'Istituto per il libro
Il ministro dei beni culturali Rocco Buttigliene ha annunciato la nascita dell'Istituto per il libro, un'organizzazione che mirerà a promuovere la lettura e il libro in Italia. L'iniziativa è stata presentata come un'alleanza bipartisan tra il governo e le regioni, con l'obiettivo di contribuire alla promozione del libro attraverso la realizzazione di mostre, progetti per le scuole, attività di documentazione e ricerca, premi per la promozione della lettura e traduzione, programmi editoriali tematici e contributi per l'innovazione tecnologica delle imprese editoriali per i non vedenti. L'Istituto sarà finanziato dal governo, ma non ci sono nuove risorse disponibili per aiutare la piccola e media editoria.
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