Roma. Da oggi anche l'Italia ha il suo codice ambientale. Un altro traguardo raggiunto dal governo di centrodestra grazie al vìa libera definitivo dato dal Consiglio dei Ministri al decreto legislativo che riordina tutta la materia ambientale. «Una grande riforma attesa da molti anni ha commentato il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli che ho fortemente voluto per far uscire l'ambiente da un caos normativo in cui troppo spesso hanno potuto prosperare gli eco-furbi. Dimostrando che la tutela dell'ambiente non è una prerogativa della sinistra». Ministro, di che cosa è più soddisfatto? Di essere riuscito a completare un fondamentale Testo Unico, in un'Italia che non vedeva Testi Unici ormai da anni. E averlo fatto in una materia sicuramente complessa com'è la tutela ambientale. Qual è il punto più importante di questa legge? Prima avevamo, soprattutto in materia ambientale, una legislazione caotica, nata dall'emergenza. Esisteva una vera e propria sovrapposizione di migliaia di norme. Noi, con questo Testo Unico, abbiamo praticamente cancellato una miriade di norme confusionarie e contraddittorie. Ora abbiamo un Testo Unico che razionalizza la normativa ambientale in settori chiave. Più di 700 pagine, 318 articoli e 45 allegati per riordinare le eco-norme, in materia di bonifica, in materia di rifiuti, acqua, consorzi, autorità di bacino, difesa del suolo, inquinamento atmosferico, procedure ambientali, danno ambientale. Insomma in tutte le materie ambientali escluse le aree protette. Ma perché lei l'ha sempre ritenuta così importante? Perché cambia culturalmente, prima che politicamente, la visione dell'ambiente. Un ambiente che prima era gestito con la cultura del no, con la cultura secondo la quale l'ambiente si salvaguardava solo impedendo di fare le cose, non realizzando nulla. Ora invece questo è diventato un ministero delle opportunità sempre però salvaguardando l'ambiente. Questa è la scommessa dei giorni nostri. È facile dire: per difendere l'ambiente si chiude la fabbrica che inquina, si smettono lavori che deturpano. Noi al contrario, abbiamo voluto difendere non solo l'ambiente ma anche chi sulterrìtorio lavora. Questo renderà più facili le grandi opere, le opere strategiche? Le renderà possibili solo attraverso valutazioni serie di impatto ambientale. Ora il cittadino e l'imprenditore potranno avere a disposizione un Codice dell'ambiente chiaro e razionale che permetterà di compiere quel salto di qualità indispensabile per una reale tutela dell'ambiente. Lei l'ha definiti una legge contro gli eco-furbi. Perché? Perché nel caos legislativo che c'era prima, a trarne vantaggio sono stati solo coloro che riuscivano ad aggirarsi tra una norma e l'altra, tra una legge e un'altra che contraddiceva la prima, continuando tranquillamente a inquinare o a smaltire rifiuti. Ora tutto ciò sarà sicuramente più difficile. L'iter per questa legge è stato molto lungo..... Direi lunghissimo. Ha avuto sei passaggi in Parlamento. Il disegno di legge di delega infatti è stato approvato per la prima volta in Consiglio dei ministri il 9 agosto del 2001. Poi approdò alle Camere e qui ha concluso il suo iter solo il 24 novembre del 2004. La Commissione di merito aveva chiesto alcune modifiche che sono state recepite e quindi si è dovuti ritornare in Parlamento. La Commissione di saggi istituita ad hoc per la scrittura dei testi ha concluso il suo lavoro solo a settembre del 2005. Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo in prima lettura il 18 novembre 2005 e in seconda lettura il 19 gennaio 2006. Ora finalmente è diventata legge. Ma lei se l'aspettava un lavoro così lungo e faticoso? Sì, perché fin dal primo momento c'è stato un ostruzionismo della sinistra senza precedenti, al limite del regolamento. Hanno tentato in tutti ì modi e con ogni mezzo di impedire questa legge e il motivo è più che ovvio. Gli abbiamo tolto di mano un vecchio convincimento: che la salvaguardia dell'ambiente sia una prerogativa della sinistra. Noi abbiamo dimostrato il contrario, ora anche la destra può rivendicare la tutela dell'ambiente. Quando la sua legge è arrivata alle Commissioni parlamentari, sono state poste tante condizioni. Giuste o erano troppe? Erano tante, ma abbiamo accolto e recepito tutte quelle osservazioni che abbiamo ritenuto giuste. Molte sono state quelle che abbiamo discusso insieme, anche di concerto con gli altri ministri e le parti sociali. Da questo punto di vista posso ben dire che è stata un'opera faraonica, enorme. Per il lavoro svolto e per il risultato raggiunto.