La Liguria che, prima ancora di essere conosciuta, è già dimenticata, oggi viaggia su internet, in un sito creato dalle segnalazioni dei liguri, gelosi del patrimonio d'arte e di tradizione e pronti a tutto per non perderlo. Sappiamo da loro che nel bosco di Plodio, tra Millesimo e Mallare, ci sono centinaia di "coppelle" scavate nella roccia dove si dissetavano sia uomini che animali. Risalgono al periodo neolitico e questo del resto è il territorio ligure che conserva più tracce di quell'epoca primitiva. Questi umili manufatti, difficilmente interpretabili, sono disseminati nel bosco e chi passa e li osserva ne ignora la storia. Anzi, la preistoria. E che dire della vasca protocristiana (600 dopo Cristo circa) che è, in porto, a Genova, all'aperto, in zona Santa Limbania ed è utilizzata come cassonetto dei rifiuti? Indigna la sorte di migliaia di antiche pietre che componevano il selciato della Genova sette-ottocentesca, dalle robuste strade percorse dai carri, oggi nel deposito comunale di Borzoli, già in parte soffocate dall'erba e dai rovi. Ma c'è chi non dimentica di osservare la decadenza di edifici come il mercato del pesce di Camogli, un tempo elegante architettura razionalista firmata da Luigi Falconi nel 1935, o come le possenti fortezze napoleoniche del Melogno, dal Giovo o di Altare. Importanti architetture ma anche particolari di arredi che richiamano uno stile di vita nelle città, nelle campagne, sono sul sito "tavolidellacultura.net" di cui è responsabile Rinaldo Luccardini: architetto appassionato della storia artistica della Liguria ma non solo, investigatore implacabile nello scovare brutture urbane, mettendo al bando dimenticanze e omissioni di enti pubblici e di privati. Il sito, cui si accede gratuitamente, è entrato nelle grazie del Comune che lo ha presentato in occasione di una giornata dei musei e potrebbe candidarsi come osservatorio della Regione. Così centinaia di cittadini hanno spedito suggerimenti per sottrarre all'estinzione questa Liguria. L'ultimo in ordine di tempo è un abitante di Voltaggio che racconta della strada che portava a un castello degli Spinola, dove, delle antiche cappellette della via Crucis, ne è rimasta una sola. Attraverso le tredici newsletter si intraprende un viaggio tra oggetti la cui storia, a dir poco, sorprende: è il caso dell'antico trattore "a testa calda" proprietà di un contadino di Cairo Montenotte. La testa del veicolo si scaldava con la legna, il combustìbile era qualsivoglia, dal vino all'olio di colza. E ancora i cartelli del Touring Club risalenti agli anni Trenta (Moranego, m. 640. E sotto il fascio littorio), i nettapiedi in ferro battuto vicino ai portoni dei palazzi genovesi di Circonvallazione a Monte, le ceramiche primi Novecento (della fornace della famiglia Foltzer) che decorano gli ingressi degli ascensori pubblici genovesi. Quando si rompono, una spatolata di cemento e via. Ma non sono solo queste se pur pregiate "minimalia" ad attirare l'attenzione degli infaticabili vigilanti. Attorno al futuro della palestra Rubattino, a Genova Albaro, progettata negli anni Trenta da Ettore Tavolini, sta crescendo un movimento di popolo. Italia Nostra, capitanata da Franca Guelfi, aspetta impaziente una risposta dalla Soprintendenza sollecitata a vincolare il manufatto. Perché la palestra potrebbe essere ben presto abbattuta o manomessa per fare posto a un parcheggio sotterraneo: questo edificio, unico nel suo genere perché costruito per essere adibito a palestra e tale è rimasta, non è appunto vincolato dalla Soprintendenza, che invece tutela cinque palestre della Liguria in quanto inserite in edifici storici. «In tempi recenti dice la Gulefi è stato espresso il rincrescimento per la distruzione del Mercato dei Fiori e di villa Venturini, per evitare il ripetersi di danni irreparabili che poi tutti deprecano è stato vincolato il Mercato del Pesce e le Piscine di Albaro». Perché esporre l'edificio di via Saluzzo a una brutta fine? Peraltro il sito di Luccardini è corredato dall'elenco dei manufatti vincolati dal Ministero (5480 in Liguria) ma è anche possibile sfogliare alcune riviste specializzate. E accedere a siti utilmente in tema come patrimoniosos.it. E mestamente curioso il leone in marmo che oggi fa il custode di un parcheggio all'interno di un palazzo (malridotto) di Sestri Ponente. Era il Grand Hotel della delegazione genovese, i leoni sormontavano il portale di ingresso di questo che era il palazzo Opizzo nel 1878. Bella gente, un edificio in stile, un lungo viale che portava direttamente ai Bagni Spinola. Altro mare, altro cielo. Dalle antiche fornaci di calce sconosciute ai più di Sant'Ermete a Vado Ligure alla chiesa di Barbagelata (a 1060 metri di altitudine), moderno edificio che sulla facciata ha inserito 62 nidi per diverse varietà di uccelli. La predica di San Francesco si attualizza e diventa originale decoro. Divertitevi con l'ultimo numero della newsletter. C'è un indovinello. Riguarda una bottiglia con due buchi, uno sotto e una sopra. Finora le numerose interpretazioni arrivate a "tavolidellacultura", che si sappia, non sono esatte. Noi conosciamo la soluzione del rebus, ma, ovviamente, non la sveliamo. Ma un piccolo aiuto sì: c'è un'attinenza con l'estate.