Insolito oggetto di studio degli zoologi nel centro di Roma. Gli animali si sono adattati perfettamente all'ambiente Affiorano dal sottosuolo, dove scorrono le acque di antichi canali UNA colonia di granchi d'acqua dolce è stata scoperta da un team dì ricercatori dell'Università Roma 3 nell'area del Foro , di Traiano. «Non si sa bene da quanto tempo siano quispiega il responsabile dell'ufficio Fori imperiali della Soprintendenza del Comune, Roberto Meneghini . La testimonianza più antica riguardo la loro presenza nel Foro è quella del custode più anziano e risale a circa venti anni fa». Gli studiosi non hanno ancora ben chiaro come questi crostacei (su cui il NationaJ Geographic di questo mese pubblica un servizio) siano arrivati a colonizzare l'area della basilica Ulpia e quella degli attuali scavi. «Il capo cantiere dice che ne trova a palate ogni giorno racconta Francesca Schiavone che sui "Potamon fluviatili" sta facendo lunghe ricerche e la cosa non stupisce visto che qui nel Foro questi granchi trovano una riproduzione del loro habitat naturale per l'acqua incanalata nei piccoli tunnel che portano alla Cloaca Maxima e per quella stagnante sulle superfici argillose. Forse sono arrivati a colonizzare questa zona del centro storico attraverso il Tevere o i canali delle fogne antiche. Certo se sono lì, significa che non sono animali troppo sensibili all'inquinamento nonostante questa specie di crostacei popoli di norma le acque non inquinate dell'Italia centro-meridionale». Il granchio d'acqua dolce, altrimenti detto "aragosta dei poveri" e molto apprezzato nelle zuppe, nei sughi e ora anche dai gabbiani romani, misura mediamente 35-45 mm di carapace. «Ma i ricercatori di Roma 3 che si occupano di loro dal 1997spiega la Schiavone ne hanno misurati alcuni larghi quasi 7 cm. Questo gigantismo potrebbe essere una caratteristica tipica delle popolazioni isolate che sviluppano determinate qualità di adattamento all'ambiente». La colonia di granchi del Foro di Traiano scava canali e buche nel fango in cui rifugiarsi nelle ore di inattività e si nutre di detriti vegetali, invertebrati vari, nonché di «rifiuti e qualsiasi leccornia arrivi con la pioggia continua la Schiavone . Sono stati visti afferrare di tutto con le chele». Allo stato attuale delle ricerche, non si sa di quanti granchi sia composta la colonia che scorrazza tra le rovine antiche. A causa delle rapide mute nel periodo dell'accrescimento infatti, le marcature dei ricercatori hanno un carattere solo temporaneo. I "Potamon fluviatili" non sono una specie protetta. «In realtà, si proteggono da solisottolinea Roberto Meneghinivisto che hanno scelto di colonizzare un'area del Foro chiusa al pubblico. Per segnalare la loro presenza, tra qualche mese arriverà dal Bioparco anche una targa da sistemare a via Alessandrina».
ROMA: Colonia di granchi nel Foro Traiano
Un team di ricercatori dell'Università Roma 3 ha scoperto una colonia di granchi d'acqua dolce nel Foro di Traiano a Roma. La specie, chiamata "Potamon fluviatili", si è adattata perfettamente all'ambiente e si nutre di detriti e rifiuti. Non si sa bene da quanto tempo siano presenti nel Foro, ma la testimonianza più antica risale a circa venti anni fa. I ricercatori non hanno ancora chiaro come questi granchi siano arrivati a colonizzare l'area, ma ipotizzano che possano averlo fatto attraverso il Tevere o i canali delle fogne antiche.
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